Un nuovo sistema di vigilanza finanziaria a livello europeo per garantire una maggior capacità di controllo e coordinamento tra gli Stati europei al fine di ridurre il rischio e la gravità di crisi finanziarie future.
Ieri il Consiglio dei ministri ha esaminato uno schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/78/Ue che prevede la creazione del Sistema europeo di vigilanza finanziaria (Sevif) formato da tre autorità europee di vigilanza (Aev): una per il settore bancario, una per gli strumenti finanziari e una per assicurazioni e pensioni aziendali e professionali.
Nel 2009 la Commissione europea ha adottato le proposte dei tre regolamenti istitutivi del Sevif, che creano anche le tre autorità e prevedono, tra le altre cose, un meccanismo di risoluzione delle controversie tra autorità nazionali competenti, nonché la possibilità, per le autorità, di elaborare progetti di norme tecniche. Le tre Aev, inoltre, possono stabilire contatti con autorità di vigilanza di Paesi terzi. Nel rapporto con i Paesi membri dell’Unione, invece, si richiama la necessità che le autorità nazionali competenti collaborino strettamente con le tre autorità europee.
La nascita del Sistema europeo di vigilanza finanziaria ha reso necessario modificare ben undici direttive comunitarie. Lo schema di decreto legislativo analizzato ieri dal Consiglio dei ministri dà attuazione alla direttiva comunitaria, introducendo le modifiche necessarie alla legislazione nazionale. Il nuovo assetto dovrebbe garantire un miglior funzionamento del mercato interno, maggiori protezioni per depositanti, investitori e beneficiari e un controllo più forte a livello internazionale in tema di vigilanza.