Via ai rimborsi delle polizze dormienti

MILANO

Qualche polizza “dormiente” potrebbe risvegliarsi in primavera, come le marmotte. Dal 13 febbraio scorso e fino al prossimo 15 aprile i beneficiari di contratti assicurativi

vita già prescritti da anni potranno rivolgersi alla Consap, l’agenzia pubblica di servizi assicurativi, per ottenere almeno in parte le somme che avrebbero già dovuto richiedere per tempo alla loro compagnia. La finestra non si aprirà per tutti i contratti “dormienti” ma soltanto per quelli sui quali diritto alla prestazione era maturato tra il primo gennaio 2006 e 29 ottobre 2007. Il motivo di questo limitato intervento è da ricercare nelle successive leggi che sono intervenute sull’argomento. L’ultima delle quali approvata a fine 2012 con la quale il periodo di prescrizione delle polizze vita è stato allungato da due a dieci anni ma senza efficacia retroattiva. Il fenomeno delle polizze dormienti riguarda gli eredi di prestazioni assicurative vita non informati del contratto assicurativo sottoscritto dal congiunto defunto. Oppure gli stessi beneficiari non a conoscenza dei loro diritti. Oppure, semplicemente distratti. Fino a pochi anni fa, se non si faceva avanti qualcuno a reclamare quelle somme entro i termini di prescrizione (inizialmente fissati in un anno), le somme venivano incassate dallo stesso assicuratore. Poi, sull’onda di un problema analogo esploso nel settore bancario, si è iniziato a parlare anche delle polizze dormienti. L’Isvap, l’allora regulator assicurativo, svolse un’azione di moral suasion nei confronti delle compagnie perché non fossero troppo fiscali sui termini di prescrizione. Poi giunse lo Stato ad allungare una prima volta i tempi della prescrizione (a due anni). E ad imporre alle imprese assicurative di versare i capitali relativi alle polizze prescritte al fondo anticrack del ministero dell’Economia. E se nel frattempo si fossero destati gli originari beneficiari? A loro favore fu disposta una limitata finestra di opportunità che si è appunto aperta il 13 febbraio. I capitali relativi a quei contratti sono stati già versati al ministero dell’Economia ma, se vi sarà un risveglio in massa, non verranno tutti riconsegnati agli originari beneficiari. Il dicastero ha fissato in 7,6 milioni (comprese le spese di gestione dell’intera partita) il tetto dei risarcimenti. Se la capienza verrà superata i rimborsi avverranno pro quota. II resto verrà definitivamente introitato dall’Erario. I conteggi saranno fatti entro il 13 ottobre prossimo. Per ottenere i rimborsi gli interessati dovranno recarsi al loro assicuratore ed ottenere un’attestazione di “rifiuto della prestazione” da presentare poi alla Consap. Ieri l’Ivass, la nuova authority delle polizze, a chiesto alle compagnie di attivarsi per “una positiva conclusione della vicenda”. A sua volta Giulio Ascioti, responsabile dei fondi di solidarietà della Consap, ha invitato gli assicurati a rispettare scrupolosamente le indicazioni e la tempistica dettagliatamente indicate nel sito dell’organismo pubblico (www.consap.it), pena il rigetto delle domande.

 

 

R.Sa.

Fonte

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