Polizze Vita nel 2012 tassi al 3,9%

Un investimento adatto a chi non vuole speculare. A chi vuole ottenere ritorni sicuri nel tempo, rinunciando ai guadagni facili e veloci che, visto che non esistono pasti

gratis, espongono anche a potenziali perdite. Questo è il biglietto da visita delle polizze rivalutabili che, tuttavia, nel 2012 non sono riuscite a battere i titoli di Stato che mediamente hanno reso il 4,64%. D’altronde i BTp, più generosi a causa del rischio Italia, non immunizzano il portafoglio come storicamente accade con le gestioni separate, per cui il confronto, soprattutto fasi di incertezza come le attuali, potrebbe apparire improprio. Lo stesso si dica per il confronto con altri investimenti, come i conti di deposito che, dopo la vicenda Cipro, almeno psicologicamente hanno perso qualche punto nella “top list” dei risparmiatori. In realtà le gestioni separate sono, nel bene e nel male, degli animali unici nella fauna finanziaria e come tali vanno conosciuti e valutati.

A quanto risulta dalle comunicazioni delle compagnie assicurative, rese note nelle scorse settimane, le gestioni separate assicurative hanno ottenuto lo scorso anno un rendimento medio lordo del 3,9%, contro il 3,89% del 2011. Questo è il quadro che emerge dalla fotografia scattata da Prometeia che ha indagato i risultati di 103 gestioni separate a cui sono collegati a prodotti Vita in collocamento nel 2012, per un totale di 242 miliardi di patrimonio. Prometeia ha anche analizzato le medie per canale di vendita. Le compagnie tradizionali che promuovono polizze tramite le reti di agenti hanno ottenuto un risultato medio 2012 del 4,03% (in calo rispetto al 4,16% del 2012). Tra queste si distingue il fondo Reale di Reale Mutua unico a superare la soglia del 6% arrivando al 6,62% lordo. «In realtà si tratta di un fondo storico, che saltuariamente apriamo a nuovi prodotti – spiega Anna Deambrosis, responsabile direzione Tutela della Persona e Risparmio di Reale Mutua –. Questa gestione separata (302 milioni di euro) ha beneficiato di un’attenta scelta degli attivi, fin dagli anni ’80. Al momento la compagnia non sta commercializzando prodotti collegati alla gestione Reale. La situazione critica richiede particolari cautele». In casa Reale altre cinque gestioni si spingono sopra il 4%, tra queste c’è anche la gestione Reale Uno (+4,04% con 806 milioni di patrimonio). Si tratta della gestione a cui sono legati i principali prodotti in commercializzazione che, grazie ai benefici di mutualità, potrà retrocedere agli assicurati lo 0,4% in più. Il canale bancario invece registra un incremento dal 3,62% al 3,65%. Performance in recupero anche per la gestione separata Valorepiù di Poste Vita, la più grande con 41 miliardi di patrimonio il cui risultato è salito dal 3,65% al 4,03 per cento.

Il nodo dei costi. Si tratta di tassi di rivalutazione lordi. La retrocessione e il consolidamento nei confronti degli assicurati dipende dalle singole condizioni. Per le vecchie tariffe è prevista un’aliquota di retrocessione dell’80%-90% circa. I nuovi contratti – più avari anche per quanto riguarda il rendimento minimo garantito, spesso inesistente – di solito prevedono anche che al tasso lordo messo a segno dalla gestione separata venga sottratto di un contributo gestionale dell’1%-1,5% medio quindi si scende al 2,9%-2,4%. Un conto che si affievolisce ulteriormente se si considerano caricamenti e penali in caso di riscatto anticipato. Gioca invece a favore delle polizze rivalutabili di ramo I l’indennità dal bollo. Questi contratti insieme ai fondi sanitari, ai fondi pensione e ai piani di previdenza individuale, non pagano il balzello sulle attività finanziarie: 0,15% annuo dal 2013 senza alcun tetto.

 

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