Unipol cerca un accordo con l´Antitrust

Dopo i divieti, scattano le trattative. Rispettando il calendario fissato, ieri sono andati all´Antitrust i rappresentanti di Unipol. Non l´ad Carlo Cimbri, impegnato nell´assemblea di bilancio, che si è chiuso con una perdita di 358 milioni. E, nel pomeriggio, quelli di Premafin. Domani toccherà a Fonsai; contemporaneamente, saranno consegnate le istanze-relazioni su come i gruppi intendano rispettare le indicazioni dell´Antitrust. Che sono di non compiere atti definitivi e irreversibili, ma anche di non compiere tutti quegli atti prodromici all´operazione di fusione tra il gruppo Unipol e quello della galassia Ligresti.

 

Ora si tratta di capire se e cosa rientra esattamente in queste attività prodromiche. A partire dall´assemblea del 17 maggio di Premafin, convocata per l´aumento di capitale riservato ad Unipol o alla ristrutturazione del debito. «Collaboreremo con l´Antitrust al fine di ottenere che il provvedimento di sospensione sia circoscritto alle sole attività che producono effetti irreversibili», ha specificato Cimbri, aggiungendo che «la delibera dell´assemblea di Premafin non produce effetti irreversibili». Il manager ha auspicato che l´Authority non consideri irreversibile il «dialogo con le società per la definizione dei concambi». Tra gli argomenti di trattativa non ci sarà la vendita della Milano Assicurazioni: l´idea di Cimbri è di creare un ramo d´azienda con marchi e premi da cedere, stimati in 1,3 miliardi.

La parola definitiva spetta, però, all´Antitrust. Certo, è difficile pensare che gli uffici ritengano privo di contenuto il vincolo – che loro stessi hanno indicato – di sospensiva dell´operazione. Un´indicazione forte, ma ora bisogna vedere come verrà modulata. Non ci vorrà molto per scoprilo: la risposta alle parti dovrebbe arrivare entro il week end. Subito dopo ci saranno le audizioni dei protagonisti della vicenda, così come li ha individuati l´Antitrust: quindi, i tre soggetti già sentiti più Mediobanca e Generali. le altre parti in causa. Entro la fine del mese, il processo di istruttoria sarà concluso e il parere verrà inviato all´Isvap (che ha al massimo 30 giorni per esprimersi).

Ma il calendario sarà davvero incalzante, a partire da domani. Si comincia con l´udienza a Milano per la richiesta di fallimento su Sinergia e Imco (le holding della famiglia Ligresti) avanzata dal Tribunale. Il manager del gruppo, Claudio Calabi, punta ad un accordo di ristrutturazione del debito con i creditori in vista della prossima udienza, tale da poter presentare una richiesta dell´articolo 182/bis della legge fallimentare.

Il 3 maggio si riunirà invece Fonsai, che in settimana (e magari proprio dopodomani) incontrerà i vertici dell´Isvap: è possibile che in quell´occasione venga chiarito anche il pensiero dell´autorità di vigilanza delle assicurazioni, sul tempo che la compagnia ha a disposizione per varare l´aumento di capitale e come intenda considerare le possibili modalità di realizzarlo. Circa ventiquattro ore prima potrebbero arrivare novità dal fronte Sator-Palladio, la cui proposta su Premafin è scaduta ieri alla mezzanotte. E sempre il 3 maggio tornerà a riunirsi il consiglio Premafin, che già ieri ha tenuto un cda in tarda serata, per ascoltare la relazione del presidente Giulia Ligresti, sull´incontro con l´Antitrust.

Infine, la Milano. Dal cda si sono dimessi, per il divieto ai doppi incarichi, il presidente Angelo Casò, che ha preferito mantenere il posto nel Cda di Mediobanca, e altri sei consiglieri. Per le opportune decisioni il board si riunirà l´8 maggio.

Fonte

di VITTORIA PULEDDA

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