LO SNA APRE LE PORTE A ULIAS E STUDIA UNA POSSIBILE COLLABORAZIONE

LO SNA APRE LE PORTE A ULIAS E STUDIA UNA POSSIBILE COLLABORAZIONE

CATANIA – Dopo aver siglato un accordo di collaborazione con l’Aiba, la più grande associazione dei broker in Italia, lo Sna apre le porte anche all’Ulias, l’Unione liberi intermediari di assicurazione per il sud che raggruppa gli iscritti in sezione e) del Rui.

Ieri pomeriggio, un’ottantina di subagenti si sono dati appuntamento a Catania, nell’ambito del primo Meeting nazionale di Ulias, associazione presieduta dal volitivo Sebastiano Spada, dal titolo Il Subagente del futuro tra liberalizzazione e sanzioni. Presente anche il presidente dello Sna, Claudio Demozzi (nella foto a lato, insieme con gli altri relatori). «È arrivato il momento di creare delle sinergie fra agenti e subagenti, eliminando gli attriti del passato, quando è mancata una vera visione di insieme. Dobbiamo collaborare in modo più chiaro e con maggiore serenità reciproca. Siamo pronti, come Sna, a cogliere questa sfida», ha detto subito Demozzi. «Noi agenti non siamo le controparti dei subagenti, semmai per entrambi lo sono le imprese assicurative, con cui ci confrontiamo.

 

La sfida che accomuna agenti e subagenti, ma anche i broker, è quella di far evolvere tutti insieme il sistema distributivo attraverso la crescita professionale. In alcune realtà, i subagenti lavorano nell’ombra, ingessati con accordi verbali e non scritti. Lo Sna ha indicato in passato alcune condizioni di base con le quali definire in linea di massima il rapporto fra agenti e subagenti, predisponendo anche una sorta di guida contenente le condizioni minime di ingaggio.

Da questo meeting voglio lanciare una proposta», ha detto Demozzi: «avviamo un confronto, Sna e Ulias, finalizzato a valutare se si può arrivare a un accordo quadro nazionale che possa creare una piattaforma base con capisaldi definiti, autoregolamentando la collaborazione in una forma trasparente e chiara». Spada (nella foto a destra) ha accolto con piacere l’invito del Sindacato nazionale agenti. «Auspichiamo che si possa giungere quanto prima a un accordo che faccia luce soprattutto su quelli che sono i nostri diritti, perché i doveri e le regole le conosciamo…».

Poi ha posto l’attenzione sulle difficoltà che caratterizzano oggi l’attività dei subagenti. «Purtroppo il rapporto tra agente e subagente vive sul filo del rasoio, con accordi non regolamentati che spesso privano il subagente dell’indennità di fine rapporto. In più c’è la difficoltà di trovare mandati. Da parte nostra c’è l’intento di crescere.  Dal 2007 la figura dell’iscritto in sezione e) è cambiata, c’è chi se ne è accorto, c’è chi no. Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere, diceva Mahatma Gandhi e questo è anche il motto che anima Ulias. L’associazione si è anche dotata di un codice deontologico, questo a dimostrazione della trasparenza con cui intendiamo e vogliamo operare sul mercato soprattutto nei confronti dei clienti, che rappresentano il nostro patrimonio».

Anche le imprese auspicano si possa arrivare a un rapporto più delineato fra agente e subagenti. Maurizio Perri, regional manager di Uniqa Assicurazioni per Sicilia e Calabria, ha sottolineato nel corso del convegno che «se se potesse predisporre una piattaforma base con l’obiettivo di rendere più trasparente la collaborazione fra queste due categorie ci sarebbe senz’altro un vantaggio in termini di professionalità».

Al meeting di Catania hanno preso parte anche gli avvocati Daniela D’Alessandro e Carla Quaranta, formatori presso Ac Formazione Milano, che hanno parlato rispettivamente di regole di comportamento degli intermediari e delle relative sanzioni, rispondendo ai quesiti che sono arrivati dalla platea. Alcuni dei quali hanno riguardato i doveri di informativa precontrattuale e in particolare la compilazione del modello 7b. L’iscritto in sezione e), per esempio, deve indicare sempre tutti i mandati in essere o soltanto quello per il quale è venduto quello specifico prodotto? Sulla questione, a quanto pare, ci sono pareri discordanti. Fatto sta che questo aspetto costituisce spesso motivo di attrito fra agenti e subagenti. I primi, infatti, spingerebbero, secondo quanto riferito dai subagenti, per riportare tutti i mandati. Sul quesito, gli avvocati sono intervenuti evidenziando comunque che ai fini Isvap ciò è ininfluente. «L’importante è che il modulo sia comunque predisposto…», ha lasciato intendere l’avvocato D’Alessandro.

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