Legge Fornero e false partite IVA, ULIAS scrive al Ministero del Lavoro

Legge Fornero e false partite IVA, ULIAS scrive al Ministero del Lavoro

L’associazione guidata da Sebastiano Spada chiede l’inserimento degli intermediari iscritti in sezione E del Rui all’interno della tabella ministeriale delle attività escluse dalla “presunzione di irregolarità”

Con una lettera inviata lo scorso 25 agosto al Ministero del Lavoro (e direttamente al ministro Giuliano Poletti), ULIAS – Unione Liberi Intermediari di Assicurazione  Sezione E, associazione di rappresentanza dei

subagenti assicurativi guidata da Sebastiano Spada – prende esprime “forte preoccupazione” per la mancata inclusione della categoria dei subagenti assicurativi all’interno della tabella ministeriale delle attività escluse dalla “presunzione di irregolarità” (di cui all’art. 69/bis, comma 1 del dlgs 276/2003).

 

Nella lettera al ministero, Spada condivide l’obiettivo che la legge Fornero si è prefissata per eliminare le false partite IVA ma evidenzia anche una serie di aspetti della figura professionale del subagente assicurativo, “che verrebbe seriamente minacciata dall’applicazione della disposizione nelle condizioni attuali”. Di seguito riportiamo quanto il presidente ULIAS sottolinea al riguardo:

Presso il Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi dell’IVASS ad oggi risultano iscritti centottantaseimila (186.000) intermediari come persona fisica e dodicimila (12.000) come persona giuridica. La gran parte di questi intermediari collabora con diversi agenti e/o broker iscritti nelle altre sezioni del registro e risulta avere un fatturato inferiore ad euro 16.000,00. La costante riduzione delle aliquote provvigionali riconosciute dalle Compagnie agli agenti, la concorrenza dei nuovi operatori – anche in internet – e le tensioni di mercato hanno portato le aliquote di retrocessione provvigionale in media riconosciute alla nostra categoria da parte di agenti e broker entro il 5% del premio imponibile nella RCA (che rappresenta l’80% dei rischi intermediati dalla categoria).

Il portafoglio in media gestito da un intermediario sezione E è pari a 500.000,00 euro.

Tale portafoglio polizze è suddiviso presso diverse agenzie e/o broker con un limitato livello di concentrazione utile a determinare significativi incrementi dei riconoscimenti provvigionali.

Per altro verso, la collaborazione con più agenti/broker è sempre più requisito essenziale nell’ambito di una sana concorrenza di mercato per poter offrire alla clientela un ampio ventaglio di soluzioni. Tale circostanza renderebbe quindi difficilmente praticabile un eventuale diverso inquadramento della nostra figura in regime di esclusiva con un agente o broker.

Ogni anno gli iscritti alla sezione E sono obbligati ad un aggiornamento professionale e il superamento dei test per mantenere i requisiti professionali e la relativa iscrizione nell’elenco RUI (come le altre figure professionali iscritti ad albi ed elenchi).

L’intermediario di sezione E – oltre ad avere la partita IVA – è iscritto alla Camera di Commercio ed opera da libero e indipendente professionista spesso in locali di sua pertinenza, in cui gestisce la propria attività in autonomia rispetto agli agenti/broker con cui collabora.

Da queste poche righe spero risulti evidente il fatto che, la mancata previsione della figura professionale dell’intermediario sez. E nella tabella ministeriale delle attività escluse dalla “presunzione di irregolarità” di cui all’art.69/bis, comma 1 del decreto legislativo 10 settembre 2003 n.276, rappresenti una minaccia per una intera categoria di liberi professionisti.

Spada chiude la lettera richiedendo l’inserimento della figura professionale dei subagenti nella tabella ministeriale citata e dicendosi pronto (come ULIAS) ad un confronto sulla materia con il ministero.

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