È stato l’anno dell’uragano Sandy che ha sconvolto i Caraibi e le coste statunitensi nell’ottobre scorso ma anche del terremoto in Emilia Romagna. Nel corso del 2012
l’industria assicurativa mondiale ha sborsato 77 miliardi di dollari per risarcire i danni causati da catastrofi naturali, ciò che ha fatto dell’annata appena trascorsa la terza più costosa nella storia dell’industria delle polizze.
I dati giungono dal tradizionale report di Sigma (la rivista scientifica del gruppo riassicurativo Swiss Re) che ha censito una lunga serie di eventi naturali e disastri causati dall’uomo con danni per 186 miliardi di dollari (per meno della metà assicurati) con un seguito di 14mila morti.
La natura, nel 2012, è stata relativamente clemente. Con l’eccezione di Sandy non si sono verificati eventi di particolare intensità, tra terremoti, nubifragi e alluvioni. A rendere l’annata così costosa per l’industria assicurativa è stata soprattutto la concentrazione delle catastrofi proprio negli Stati Uniti dove la penetrazione delle coperture assicurative è particolarmente elevata. Ad esempio, dei 70 miliardi di danni causati da Sandy, circa la metà sono finiti a carico delle compagnie. Mentre, sul fronte opposto, il sistema assicurativo ha rimborsato “appena” un decimo (1,6 miliardi) delle conseguenze del terremoto in Emilia Romagna che ha lasciato dietro di sé rovine per 16 miliardi. In Italia il 44% degli edifici residenziali è coperto da una polizza anti incendio ma soltanto lo 0,4% di queste garanzie include la protezione contro i terremoti. Quest’ultima è più diffusa per gli stabilimenti industriali ma soltanto all’interno delle imprese di maggiori dimensioni. Appena il 14% delle società con meno di 250 dipendenti assicura i propri stabilimenti con una polizza sottoscritta ad hoc.
Il report di Sigma contiene quest’anno anche uno studio specifico sugli effetti di una continua crescita del livello del mare, effetto del riscaldamento del pianeta e del continuo sciogliersi dei ghiacciai. Ebbene, secondo il modello utilizzato dagli attuari del riassicuratore svizzero, un aumento di 25 centimetri del livello del mare dal 2050 raddoppierebbe la probabilità di inondazioni devastanti nelle coste del pianeta.
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