Nicol Degli Innocenti
LONDRA
A mali estremi, estremi rimedi. Le polemiche sui superbonus dei banchieri possono essere evitate eliminando incentivi e premi annuali: questa la soluzione radicale che sta studiando Lloyds Banking Group. La banca britannica, che sta completando una revisione del sistema di retribuzione, avrebbe secondo fonti interne deciso di archiviare i bonus annuali
per i dirigenti optando invece per una serie di incentivi a lungo termine. Gli incentivi, anche a dieci anni, sarebbero legati al titolo della banca e avrebbero il duplice vantaggio di fidelizzare i dipendenti incoraggiandoli a restare e di collegare la loro retribuzione alla buona performance dell’istituto. Gli interessi dei banchieri sarebbero così allineati agli interessi degli azionisti, eliminando ogni tentazione di scelte rischiose per un guadagno di breve termine. L’ipotesi allo studio è di condizionare l’elargizione degli incentivi a un aumento del titolo Lloyds sopra i 74 pence, il prezzo pagato dal Tesoro britannico quando era intervenuto per “salvare” la banca durante la crisi finanziaria. Il prezzo attuale del titolo è di 40 pence. Lo Stato britannico ha una quota del 40% di Lloyds e la banca intende dimostrare senso di responsabilità introducendo volontariamente la riforma prima di essere costretta da nuove leggi. L’altro obiettivo è evitare le polemiche sui bonus eccessivi che hanno funestato le assemblee degli azionisti di altre banche come Barclays, Citigroup e Credit Suisse. Lloyds, il numero uno nel settore mutui immobiliari, ha pochi investment banker e questo faciliterebbe la transizione a un nuovo regime senza bonus annuali. Secondo gli analisti le misure sono mirate soprattutto ai dirigenti, come il Ceo Antonio Horta-Osório, che lo scorso anno ha guadagnato 8,5 milioni di sterline tra stipendio, bonus, incentivi e contributi pensione. Lo scorso anno Hsbc aveva cambiato le regole costringendo i dirigenti a non incassare i bonus in azioni fino alla pensione, un sistema già utilizzato da Goldman Sachs per i partner. In ogni caso il nuovo sistema, che deve ancora essere approvato dagli azionisti, sarebbe introdotto non prima del 2014. «I nostri sistemi di retribuzione sono in fase di revisione ma non abbiamo in programma di cambiarli in un prossimo futuro», ha fatto sapere Lloyds ieri in un comunicato. Nei giorni scorsi alla conferenza annuale della British Bankers’ Association i presidenti delle cinque maggiori banche britanniche, compreso Sir Win Bischoff di Lloyds, hanno concordato che è imperativo rivalutare i sistemi di retribuzione nel settore e rivedere la suddivisione degli utili tra dirigenti, dipendenti e azionisti. Bill Michael, responsabile dei servizi finanziari di Kpmg, ha proposto l’adozione di un nuovo Codice bancario che «specificherebbe i tipi di comportamento che vanno premiati dal sistema di incentivi. Le società prudenti non premiano chi fa scommesse azzardate».
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