Impegnato in un delicato processo di confluenza dell’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, in una nuova authority sotto il cappello di Bankitalia, il suo presidente uscente ora commissario straordinario, Giancarlo Giannini, alza la voce.
Nel corso di un’audizione parlamentare ha accusato le compagnie di applicare tariffe Rc auto, «troppo elevate» e di reagire ai provvedimenti di liberalizzazione «in modo assolutamente non collaborativo, ma anzi di opposizione assoluta». Le assicurazioni starebbero insomma sabotando le regole varate dal governo, interpretando male in particolare quelle destinate a procurare vantaggi ai consumatori. Accusa pesante cui l’Ania ha risposto rilevando che a fare confusione è proprio l’Isvap. «Noi vogliamo norme chiare e semplici», ha detto il presidente delle compagnie, Aldo Minucci, spiegando che la «legge non impone alle imprese di offrire polizze con scatole nere» ma che l’Istituto guidato da Giannini «introduce questo obbligo disinteressandosi dei costi aggiuntivi» che a loro volta determinerebbero un aumento dei prezzi delle polizze. Non si sfugge dunque. Sia come sia, le tariffe resteranno alte.
S.Ta.
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