Raccolta in rosso Il patrimonio totale scende a 957 miliardi

Isabella della Valle

L’industria del risparmio gestito non riesce a risalire la china. E lo dimostrano una volta di più le cifre registrate dal settore nel secondo trimestre 2012: una raccolta netta negativa per 4,5 miliardi e il patrimonio complessivo in calo 957 milioni, dai 978 del trimestre precedente.

 

A tirare giù la raccolta sono state principalmente le gestioni di portafoglio che, complici i deflussi che hanno colpito le gestioni patrimoniali (-1 e -1,4 rispettivamente le gpf e le gpm retail), hanno registrato un deficit di 4,3 miliardi.

Decisamente più contenuto, invece, il rosso accusato dalle gestioni collettive (-242 milioni), ma in questo caso a tenere botta sono stati i fondi chiusi che hanno archiviato il secondo semestre in attivo per 964 milioni, troppo pochi, comunque, per compensare i deflussi dagli aperti (-1,2 miliardi) che si sono mantenuti in linea con il trimestre precedente.

Questo in sintesi è il quadro che emerge dalla consueta analisi trimestrale elaborata da Assogestioni sullo stato di salute del settore del risparmio gestito nel nostro Paese. È un quadro chiaramente indicativo di uno stato di crisi, ma non tutte le notizie, però, sono negative.

Le statistiche relative ai fondi, per esempio, confermano anche per il secondo trimestre la forte attenzione degli investitori verso i prodotti obbligazionari che nel periodo considerato hanno rastrellato ben 3,3 miliardi (8,6 da gennaio). Spicca pure la netta preferenza riservata ai fondi di diritto estero rispetto a quelli italiani. E anche in questo caso non è una novità perché la tendenza è in atto da tempo. I primi, infatti, hanno raccolto 4,4 miliardi, mentre i secondi di miliardi ne hanno persi 5,6. Tirando le somme, dall’inizio dell’anno il saldo per i fondi esteri è positivo per 8,6 miliardi, mentre quelli tricolore viaggiano con i conti in rosso per oltre 11 miliardi.

Dal versante delle società la raccolta ottenuta attraverso il collocamento dei fondi aperti ha messi le ali a Dexia che ha evidenziato un saldo pari a 1,6 miliardi, ma il trimestre è stato particolarmente positivo anche per Pictet asset management (+926 milioni), per Poste Italiane che grazie al contributo delle gestioni assicurative ha incassato complessivamente 733 milioni, per Amundi (722 milioni), per il Banco Popolare (340 milioni) e per Azimut (256 milioni). Molto negativi, invece, i risultati registrati da Intesa Sanpaolo (-2,8 miliardi), Pioneer Investment (-2,2), Generali 8-1,7) e Ubi Banca (-1 miliardo).

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