Prezzi delle assicurazioni alla prova della «riforma»

Rossella Cadeo

Maurizio Caprino

Con i suoi quasi 18 miliardi di euro, l’assicurazione Rc auto sfiora la metà dell’intero portafoglio danni. E, se per la raccolta 2012 Econometrica non prevede significative

oscillazioni, il versante delle regole è in subbuglio. Dai provvedimenti dell’Esecutivo a una direttiva europea, sono molte le novità su questa copertura obbligatoria. Ma come incideranno sul mercato è tutto da vedere, stando agli operatori. Partiamo dalle disposizioni più recenti, quelle sulla distribuzione, contenute nel Dl 179/12 (Sviluppo bis, in vigore dal 20 ottobre): c’è la facoltà di collaborazione tra gli intermediari iscritti al Registro Unico, ossia agenti, broker, banche, Sim, istituti finanziari e Poste. In pratica l’agente di una compagnia potrebbe proporre a un cliente il contratto di un’altra. «Il mercato è già pluricanale ed aperto da alcuni decenni – è la critica di Vittorio Verdone, direttore auto e distribuzione Ania –. Il cliente che si affida totalmente a un agente limita la sua possibilità di scelta e finisce per non sapere a quale assicurazione si sta rivolgendo. Senza contare i conflitti d’interesse, quali gli incentivi di produzione, sui quali il legislatore non ha normato». Lo Sna (il maggior sindacato degli agenti), favorevole alla pluriofferta, ribatte che l’entità della provvigione è riportata sulla polizza, quindi il cliente può conoscerla. Anche in vista del rafforzamento del ruolo degli agenti, lo Sna ha appena varato un codice deontologico per la collaborazione tra intermediari: «Vogliamo evitare – dice il presidente, Claudio Demozzi – che una cattiva gestione comprometta gli interessi dei clienti. C’è anche una bozza di contratto su cui le parti potranno negoziare. La collaborazione tra intermediari era un nostro obiettivo strategico da anni: dà uno sbocco professionale che ci mette al passo con l’Europa». L’Ania è contraria pure alla piattaforma di interfaccia tra le imprese per la stipulazione dei contratti: «Non si possono condividere strumenti fondamentali in termini di concorrenza – osserva Verdone –. In campo assicurativo non c’è un problema di monopolio di reti o infrastrutture. Ogni compagnia ha già investito in proprio per la creazione e la manutenzione dei propri sistemi e la costruzione di un piattaforma unica avrebbe costi ingentissimi che si rifletterebbero poi sui prezzi delle polizze». L’Ania è scettica anche sulla polizza base e i tre preventivi (questi ultimi previsti dal decreto liberalizzazioni): la prima già assolverebbe gli obblighi di confronto e informazione e gli altri sarebbero persino pochi quando già sul Preventivatore unico dell’Isvap (il futuro Ivass) si può scegliere tra un ventaglio molto più ampio. Tra le altre novità c’è poi l’abolizione del tacito rinnovo. «Molte polizze non lo prevedono – osserva Alina Fantozzi di Iama, società specializzata in ricerche sul mercato assicurativo –: quelle del canale diretto e non poche tra le tradizionali. Secondo le nostre rilevazioni in Italia l’indice di mobilità è calato dal 10 al 6% nel 2011, probabilmente perché l’offerta per i nuovi clienti è cara. Con questo provvedimento ci potrebbe essere un ritorno: si tratta di vedere come saranno gestite la proroga della copertura nei 15 giorni successivi alla scadenza, le tariffe e la componente servizio, tutti elementi sui quali si potrà giocare la concorrenza». Intanto i premi – secondo i portali di comparazione – continuano a essere differenziati. Cercassicurazioni.it, nel suo Osservatorio mensile evidenzia che nel 2012 la tariffa media è cresciuta dell’1,1% per le auto e del 10,7% per le moto, ma impegnandosi nella ricerca online si risparmia fino al 35% rispetto alla tariffa media. E resta da vedere che cosa succederà dal 21 dicembre, quando uomini e donne dovranno pagare lo stesso premio, come stabilito dalla sentenza della Corte di Giustizia europea: già ora – rileva l’Osservatorio SuperMoney.eu che ha confrontato i prezzi applicati dalle principali compagnie online 6 mesi fa con quelli attuali – si nota un adeguamento dei prezzi verso l’alto: un rialzo medio del 4,4% con picchi del 12. Qualcosa torna a muoversi anche sul fronte dei costi delle riparazioni, spina nel fianco del sistema. Dopo il fallimento della mediazione tra carrozzieri e assicurazioni abbozzata tre anni fa dall’allora sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, le organizzazioni dei riparatori chiedono all’Ania di riprendere il confronto.

 

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