ROMA — Paghiamo il doppio dei francesi e dei portoghesi, l’80% più dei tedeschi. E le cattive notizie arrivano non solo dalla foto del momento ma anche dal film che racconta gli ultimi
anni: tra il 2006 e il 2010 i prezzi delle nostre polizze sono saliti ad una velocità quasi doppia rispetto alla zona euro, penalizzando soprattutto pensionati, giovani e quarantenni.
Ancora una volta l’Autorità garante della concorrenza e del mercato mette sotto la lente la Rc auto, l’assicurazione per la responsabilità civile di chi guida. Nella sua indagine conoscitiva, l’Antitrust, guidata da Giovanni Pitruzzella, sottolinea che in Italia si registrano più incidenti che negli altri Paesi: la frequenza dei sinistri è doppia rispetto alla Francia e all’Olanda. E che anche il costo degli incidenti è in media più alto, del 13% rispetto alla Francia e del 20% nei confronti della Germania. Ma aggiunge pure che il numero delle frodi accertate ai danni delle compagnie assicurative è più basso: la metà rispetto alla Francia, addirittura un quarto se guardiamo al Regno Unito. Il sistema non funziona, insomma. E per questo l’Antitrust propone una serie di correttivi. Come la modifica del risarcimento diretto, in modo da controllare i costi e ridurre i premi, oppure la facilitazione del passaggio da una compagnia ad un’altra, e ancora la revisione della classi di merito intermedio.
L’Ania — l’associazione delle compagnie di assicurazioni — risponde che le polizze italiane sono più care «a causa di una frequenza dei sinistri doppia che in altri Paesi, di risarcimenti molto più elevati specie per i danni alla persona e di una inadeguata azione di contrasto alle frodi». Le truffe ci sono, dicono in sostanza, solo che non vengono accertate. Secondo il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, l’indagine dell’Antitrust conferma che il contratto base Rc auto, presentato pochi giorni fa, «è una misura necessaria». Uno schema che prevede, tra l’altro, l’abolizione del tacito rinnovo delle polizze e l’obbligo di rivolgersi alle officine convenzionate. Le associazioni dei consumatori, invece, chiedono di passare dalle parole ai fatti. Il Codacons ricorda che in Italia circolano 8 milioni di veicoli senza assicurazione. Lo dicono le stime dell’Aci. In questo caso il confronto con il resto d’Europa non c’è. Ma si tratta di un altro effetto della crisi e dei prezzi che salgono.
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it
RIPRODUZIONE RISERVATA