Polizze, agenti divisi sulla liberalizzazione

Il nuovo “pacchetto” del Governo per liberalizzare il settore delle polizze spacca il fronte degli agenti assicurativi. Al plauso giunto nei giorni scorsi dallo Sna (il sindacato nazionale della categoria) per le nuove possibilità di collaborazione tra gli intermediari, si è contrapposta ieri una “lettera aperta” che è invece critica nei confronti del provvedimento governativo

. È firmata dal “comitato costituente di una nuova associazione” di cui fanno parte tra gli altri 11 presidenti di gruppi agenti di primarie compagnie (tra cui Generali, Allianz, Axa e Zurich) rappresentativi di circa 6mila intermediari. La lettera mette in discussione che il disegno di legge dell’Esecutivo rappresenti un’opportunità per gli agenti assicurativi, sottolineando il gran numero di adempimenti che le nuove norme comportano, la confusione di responsabilità che le forme di collaborazione tra agenti in concorrenza recherebbe con sé. Ed anche i rischi di disintermediazione per la tradizionale categoria di distributori di polizze a vantaggio di altri canali. Si chiede, inoltre, se la fine del “tacito rinnovo” delle polizze potrà avere conseguenze sulle indennità di fine mandato che gli agenti ricevono dalla compagnie. Se la lettera esprime i «dubbi e perplessità» della categoria sulle norme governative, meno diplomatico è il giudizio manifestato singolarmente da Vincenzo Cirasola, presidente del gruppo agenti di Generali. Quelle misure – ha detto – incorporano «potenziali impatti devastanti che potrebbe subire il sistema distributivo italiano». Sul fronte opposto c’è da registrare il giudizio positivo espresso sul “pacchetto” del Governo dall’associazione di broker Acb.

 

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