ROMA
— Nella roulette dei mutui le banche vincono sempre.
Sia quando dovrebbero proporre prestiti agevolati ai giovani precari, coperti dal Fondo di garanzia governativo. E non lo fanno. Sia quando sarebbe vietato legare il mutuo alla polizza. E invece lo fanno, imponendo per giunta una loro assicurazione, anziché «sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi non riconducibili alle banche», come vuole l’articolo 28 della legge 27 sulle liberalizzazioni. Fermo restando che «il cliente è comunque libero di scegliere sul mercato la polizza sulla vita più conveniente che la banca è obbligata ad accettare senza variare le condizioni offerte». E invece tutto ciò non accade. Un’inchiesta di Altroconsumo sul campo lo dimostra. Solo 9 agenzie su 71 hanno proposto a una coppia di under 35 (di cui uno dei due con contratto a termine) il mutuo garantito dal Fondo pubblico, ovvero con uno spread al massimo dell’1,2% fino a vent’anni e dell’1,5% per mutui più lunghi. In pratica, l’87% delle banche interpellate ha fatto finta di niente. «Un atteggiamento insostenibile », per l’Associazione dei consumatori presieduta da Paolo Martinello. Ancora, nel 68% dei casi (su 185 agenzie in 12 città) è stata offerta una polizza incendio e scoppio, nel 22% una polizza vita, come
condicio sine quanonper
il mutuo (che al massimo copre il 65% del valore dell’immobile con spread elevatissimo, fino al 4,5% su Euribor o Irs). Polizze tra l’altro carissime: si va da un minimo di 7.200 euro (Napoli) a un massimo di 21.600 euro per 100 mila euro di mutuo
erogato (Taranto).
(v.co.)
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