Laura Galvagni
È una seduta pesante per Fondiaria Sai quella che precede l’avvio ufficiale dell’aumento di capitale da 1,1 miliardi.
La compagnia ha chiuso le contrattazioni in discesa del 18,48% dopo diverse sospensioni al ribasso, male anche Unipol che ha perso il 7,82%. Oscillazioni che, a partire da lunedì, saranno costantemente monitorate da Consob che intende mantenere alta l’attenzione sugli aumenti di capitale iperdiluitivi dei due gruppi. Soprattutto, la Commissione intende verificare che non vengano effettuate vendite allo scoperto. D’altra parte, le flessioni di ieri arrivano dopo una settimana particolarmente difficile per le azioni delle società. Una settimana che, in ogni caso, si è rivelata decisiva per il destino delle due aziende.
Incassato l’ok dell’autorità di controllo dei mercati, i prospetti informativi dei due aumenti di capitale da complessivi 2,2 miliardi sono stati pubblicati e lunedì partirà la sottoscrizione che si chiuderà il primo agosto, a 1 euro per ciascun titolo Fondiaria e a 2 euro per ogni titolo Unipol. Le ripatrimonializzazioni sono state garantite da un consorzio composto da sette banche (UniCredit e Mediobanca in prima fila) che, sempre ieri, hanno firmato il contratto definitivo, peraltro a valle del declassamento da parte di Moody’s del debito italiano.
I prospetti informativi di Fondiaria Sai e Unipol mettono in fila i rischi connessi alle due operazioni. Rispetto a ciò, emerge un tema Isvap per entrambe le società e un tema Consob per quanto riguarda Unipol che ha poi confermato i target di fine anno. In merito alle richieste Isvap, l’autorità ha chiesto a Unipol di integrare le riserve sinistri per 210 milioni e sul punto Consob ha «in corso approfondimenti». L’eventuale impatto sul margine di solvibilità sarebbe di 138 milioni, sei punti, ma l’indicatore resterebbe comunque «ampiamente positivo». A FonSai, invece, l’Isvap il 3 luglio ha notificato una richiesta di informazioni su una possibile carenza nelle riserve da 125 milioni. Al momento non vi sono obblighi di integrazione e in ogni caso la compagnia proseguirà nel rafforzamento delle riserve già compiuto nel primo trimestre (50 milioni).
Infine, Consob ha acceso un faro sul pacchetto di strutturati presenti nel portafoglio di Unipol che al 31 marzo era pari a 5,6 miliardi con una minusvalenza latente di 625 milioni (1,4 miliardi a fine maggio) che, nel caso in Unipol dovesse essere costretto a cedere in un’unica soluzione, avrebbe un impatto sul margine di solvibilità di 410 milioni.
Starlife in liquidazione
Secondo quanto riferito da Radiocor, il 4 luglio l’assemblea Starlife, il veicolo controllato dalla famiglia Ligresti che a sua volta tiene le redini di Imco e Sinergia, ha deliberato la messa in liquidazione della società. La decisione sarebbe maturata a fronte della richiesta di fallimento delle due holding italiane, unici asset nel portafoglio della lussemburghese.
I competitor
Sator e Palladio allo stato attuale starebbero ancora riflettendo sul da farsi ma è probabile che sottoscriveranno l’aumento di capitale di Fondiaria Sai per difendere l’investimento effettuato. Tanto più che la prima data utile per un pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dai due fondi è verso fine mese, ossia a valle delle iniezioni di liquidità.
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