Infortuni, auto, casa e perdita del posto. Italiani preoccupati. Ma poco protetti DI STEFANO RIGHI
S toricamente sottoassicurati, gli italiani hanno del mondo delle polizze una percezione diversa da quella ricavata dalla media dei cittadini europei. In particolare, manca la capacità di previsione: le decisioni vengono assunte soprattutto sulla base delle esperienze già vissute. È questo il metro più diffuso per misurare i rischi. Con evidenti ricadute sul piano dell’effettiva capacità di tutelare il futuro. Non solo nell’ambito delle garanzie legate alla proprietà, dai furti alla casa, dal rischio terremoto ai danni di responsabilità civile, ma anche alla persona: la perdita di autonomia come l’invalidità permanente, fino al rischio supremo, con le inevitabili ricadute sugli eredi.
Il confronto
La conferma viene dalla Francia, dove Crédit Agricole Assurance, primo bancassicuratore d’Europa, ha lanciato, in collaborazione con Ipsos, l’Osservatorio sulla percezione dei rischi degli europei, un’indagine svolta tra Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Grecia e Polonia con l’obiettivo di comprendere lo stato relativo alla percezione e i timori degli europei in questo periodo di crisi, oltre a identificare le possibili soluzioni.
I risultati — in parte rappresentati nella tabella in alto a destra — evidenziano come sia generalizzato, rispetto a cinque anni fa, cioè al momento iniziale della crisi, il senso di difficoltà legato agli aspetti di sicurezza finanziaria e di prospettive di lavoro, con quasi la metà degli intervistati (47 per cento a livello europeo) che si sente meno protetto.
Gli italiani, in particolare, avvertono la sensazione di una forte esposizione a questo tipo di rischi: si sentono esposti al pericolo della disoccupazione (50 per cento degli intervistati, contro il 39 per cento della media europea), considerano probabile un incidente stradale (39% contro 37%), o l’essere vittima di un’aggressione o di un furto (35% contro 32%), e avvertono l’instabilità del loro patrimonio (43% contro il 44%). Dati che invitano a riflettere e dipingono un quadro mesto della realtà domestica.
Rapporti
A tutto questo va aggiunto un diverso approccio verso l’assicurazione, che si sostanzia nel diverso importo dei premi. In Italia valgono complessivamente circa l’1,9 per cento del pil, in Francia siamo attorno al 9 per cento del prodotto interno lordo. Con le inevitabili declinazioni: in Italia la polizza di responsabilità civile del condominio è in capo a quell’entità astratta definita dall’insieme dei proprietari, in Francia la responsabilità è in capo a ogni singolo condomino, con un aumento delle responsabilità per quest’ultimo e conseguente attenzione all’offerta assicurativa. Così come è diverso l’approccio nei riguardi dell’automobile, la cui assicurazione in Italia è vista pressoché come un’ulteriore tassa da corrispondere a un sostituto dello Stato.
Le tutele
«Proprio partendo dai risultati della ricerca di Ipsos — spiega Gianluca Borrelli, direttore centrale Retail del gruppo Cariparma Crédit Agricole — abbiamo realizzato una soluzione assicurativa in grado di aiutare i nostri clienti in caso di perdita di impiego. Si chiama, non a caso, Protezione ottimismo e copre le spese correnti che contribuiscono a comporre il tenore di vita dell’assicurato e dell’intero suo nucleo familiare. Il tutto con premi contenuti, pari al 3 per cento del massimale assicurato. È un prodotto che copre una gamma di spese ampia e variegata, in modo da rispondere a tutte le esigenze delle diverse tipologie di clientela. Si va dalle spese per la casa (utenze, pay Tv, condominio), alle spese per la mobilità (polizza e bollo auto, trasporti pubblici), da quelle per l’istruzione (tasse scolastiche e universitarie, corsi, mensa scolastica, retta dell’asilo), a quelle per il tempo libero (abbonamento per la palestra), fino alle spese con carta di credito, quest’ultime per un ammontare complessivo non superiore ai 500 euro mensili».
Meglio prima
La necessità di una copertura assicurativa più aderente alla realtà è confermata dai risultati della ricerca svolta dall’Ipsos. In pochi, soprattutto in Italia, dichiarano di disporre oggi delle risorse per far fronte a una eventuale perdita della propria autonomia fisica (32 per cento), o di quella di un familiare (30), della propria invalidità permanente (34) o di quella di un familiare (29), come pure della distruzione della propria casa di abitazione (30). Anche in questo caso perché il rischio viene spesso misurato sull’esperienza già vissuta. Ma talvolta pensarci dopo, può risultare inadeguato.
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