L’Iva colpisce anche la consulenza finanziaria

Vita dura per chi si occupa di wealth management. Dopo le gestioni patrimoniali ora l’Iva si estende anche alla consulenza agli investimenti prestata ai privati.

Lo dice la Corte di giustizia della UE che torna sul tema dell’esenzione dei servizi finanziari. Nella recente sentenza del 7 marzo (causa C-275/11) si dice che i servizi di consulenza forniti a persone fisiche e giuridiche che investono direttamente il proprio patrimonio sono soggetti all’Iva. Al contrario non lo sono le prestazioni di consulenza in materia di investimento in valori mobiliari fornite da un terzo a una società di gestione di un fondo comune poiché rientrano nella nozione di “gestione di fondi comuni” e quindi beneficiano dell’esenzione.

«Singolari e innovative sono le motivazioni fornite per giustificare il differente regime – spiega il fiscalista Franco Fondi – applicabile a servizi aventi apparentemente caratteristiche oggettive simili. A questo riguardo la Corte osserva infatti che i risparmiatori che investono direttamente il loro patrimonio in titoli non sono assoggettati a Iva e che l’obiettivo dell’esenzione delle operazioni collegate alla gestione di fondi comuni (articolo 13, parte B, lettera d, punto 6, della 6° direttiva) sta nell’agevolare ai piccoli investitori l’investimento in titoli tramite organismi d’investimento collettivo».

Secondo l’esperto, si potrebbe obiettare che, così facendo, questa neutralità non viene però garantita agli investitori che si avvalgano del servizio di consulenza in materia d’investimenti come definito dalla Mifid. Resta ora da vedere quali saranno gli effetti della sentenza nell’ordinamento italiano. «A questo proposito – aggiunge Fondi – l’agenzia delle Entrate con una risoluzione del 2008 (n. 343/E) ha ricompreso l’attività di consulenza in materia di investimenti (articolo 1, comma 5, lettera f del Tuf; la cosiddetta consulenza personalizzata) tra le attività esenti dall’imposta sul valore aggiunto ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 9, del Dpr 633/1972 in quanto inquadrabile tra le attività di intermediazione».

Ma ora il quadro potrebbe cambiare, con un impatto non indifferente sull’industria e soprattutto sulla consulenza agli investimenti che non è finora decollata. In realtà, dopo aver digerito l’Iva sulla gestioni sembra che anche questa nuova stretta potrebbe più di tanto non incidere. In particolare sulla clientela che ha capitali consistenti. «Chi apprezza il valore della consulenza – sostengono in molti – se è disposto a pagare per quel servizio una parcella non vi rinuncerà per il solo fatto che ha un rincaro del 21 per cento. Certo sarà fondamentale che il servizio non sia solo strumentale alla vendita di prodotti finanziari».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte


Condividi questo contenuto sulla piattaforma che preferisci.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Telegram
WhatsApp
Email
Stampa

Accedi con le tue credenziali

 per usufruire di tutti i servizi riservati agli associati U.L.I.A.S.

Nel caso non fossi ancora registrato, puoi richiedere adesso l’accesso che verrà validato dopo il versamento della quota associativa.