LONDRA. Dal nostro corrispondente
Direct Line sbarca, informalmente, in Borsa con un balzo all’insù rispetto al prezzo di 175 pence per azione fissato in una delle Ipo di maggior successo della storia recente della City.
Il titolo è scambiato nei tre giorni di conditional trading con un premio del 7,4% ben oltre quindi la soglia dei 188 pence per azione. Martedì 16 il debutto sarà ufficiale con scambi normali. Il gruppo assicurativo è stato valutato 2,6 miliardi meno di quanto stimato da molti analisti e l’Ipo ha raccolto 787 milioni di sterline finiti nelle casse di Royal Bank of Scotland, l’istituto collassato in seguito al credit crunch e finito al Tesoro che oggi controlla più dell’80 per cento. Proprio gli interventi dello Stato a tutela e salvaguardia della banca hanno spinto la Commissione europea a intervenire imponendo la vendita di asset dell’istituto. Fra questi anche la compagnia di assicurazioni, originariamente specializzata solo in polizze auto, molto attiva anche in Italia. L’Ipo ha avuto un ottimo ritorno dagli investitori istituzionali, ma soprattutto dal pubblico che acquistato pacchetti medi di titoli di 5-6mila sterline rastrellando il 15% dei titoli messi in vendita. Numeri che fanno di Direct Line la maggior offerta pubblica aperta ai risparmiatori che si sia vista a Londra negli ultimi cinque anni quando decollò sul listino Hargreaves Lansdown. Il gruppo guidato da Paul Geddes si è impegnato a distribuire in dividendo il 60% degli utili. E anche questo è stato un motivo di grande appeal sui risparmiatori.
L.Mais.
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