Quella lettera all’authority – rivela la semestrale dell’Unipol pubblicata ieri – era stata recapitata il 13 luglio scorso. In essa la compagnia respingeva al mittente la richiesta del regulator, ricevuta dieci giorni prima, di rimpinguare le riserve assicurative del 2011 per 210 milioni e di ribaltare la cifra nella semestrale del 2012.
Ciò che, in pratica, avrebbe significato chiudere i conti in rosso. Unipol ha fornito molte ragioni per giustificare il suo comportamento ed il problema non è tanto sapere se ha ragione. La stranezza sta nel fatto che dal 13 luglio al 9 agosto – giorno di approvazione della semestrale – è passato quasi un mese e, almeno apparentemente, l’Isvap non ha commentato la presa di posizione di Unipol né per giudicare estinto il conflitto né per ribadire la sua iniziale richiesta. La semestrale è stata approvata con un utile di 121 milioni, altre settimane sono passate e il regulator non ha ancora, che si sappia, battuto un colpo. (R.Sa.)
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