(s.rig.) City Insurance, la compagnia di assicurazione dal nome inglese, sede rumena e proprietà italiana, non può più stipulare polizze sul territorio italiano.
Dopo una istruttoria durata più di un anno, la denuncia di Corriere Economia e l’azione di diversi assicurati, l’Isvap è intervenuta con un provvedimento d’urgenza contro la Societatea de Asigurare Reasigurare City Insurance, compagnia con sede a Bucarest in via Lisabona. City insurance — che ha firmato polizze per la tutela professionale nelle Asl della Regione Veneto, a Sondrio, in Romagna come all’ospedale San Raffaele di Milano — secondo la ricostruzione dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private, opera in un settore che espone «la compagnia a impegni economicamente rilevanti se rapportati alla misura del suo capitale» (circa 3,5 milioni di euro). Inoltre, «esiste una governance solo formale in Romania e una governance sostanziale della società, stabilmente insediata in Italia, e attuata attraverso lo schermo di alcune società di intermediazione» al punto che «gli organi direttivi di City Insurance, aventi sede in Romania, sono assolutamente privi della capacità di conoscere e monitorare puntualmente e costantemente, la consistenza del portafoglio polizze» e più in generale «l’esposizione complessiva della compagnia sul territorio della Repubblica italiana». Non bastassero i problemi di governance («la costituzione di una sede legale in Romania è del tutto artificiosa e ha avuto il solo scopo di ostacolare la vigilanza italiana sull’impresa», è scritto nel provvedimento dell’Isvap), la mancata iscrizione, almeno fino al marzo 2011, nel relativo registro fiscale, «ha determinato il mancato e/o tardivo versamento all’Erario delle imposte sui premi stessi». Il tutto, scrive l’Isvap «ha permesso di riscontrare criticità operative tali da far ritenere non sana e prudente la gestione aziendale di City Insurance», nonché dubbi «sulla sua effettiva capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale», considerato anche «che il capitale sociale dell’impresa appare non adeguato con conseguente grave rischio di insolvenza». L’Isvap cita anche il caso di due sinistri con un impegno di spesa di 238 mila e di 100 mila euro registrati con ampio ritardo nella contabilità dell’azienda. Un quadro preoccupante, in un settore ad alto rischio, dal quale le compagnie italiane si sono progressivamente allontanate. Ma per le Asl e le singole organizzazioni ospedaliere la soluzione non appare essere City Insurance. Certamente non per il futuro. Resta da comprendere cosa sarà delle polizze in essere e quali le tutele per gli assicurati. Nell’aprile scorso la Guardia di Finanza bloccò un contratto da 76 milioni tra City Insurance e l’assessorato alla Sanità della Regione Veneto, mentre sono in corso indagini delle Procure di Venezia e Cagliari per presunte condotte illecite perpetrate dalla stessa compagnia rumena in ordine alla partecipazione a gare indette da aziende pubbliche.
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