Agenti in via di estinzione nell’auto? Minimizza l’impatto della crisi sulla professione Claudio Demozzi, Presidente dello Sna. Ricordando che il canale agenziale pesa ancora per circa il 90% nel ramo
auto. «In una fase storica di grave crisi economica quasi tutti i settori hanno subito ridimensionamenti di fatturato – spiega Demozzi – gli incassi rc auto sono tutto sommato stabili a livello di sistema». Quanto alla diminuzione delle tariffe (scese mediamente del 4,9% secondo i dati Aiba Auto nel 2012) era nell’aria. Insomma Demozzi non vede scenari così tenebrosi. Piuttosto emergono i mali storici: l’Rc auto elevata cannibalizza gli altri rami. «Sul lavoro degli agenti pesano poi i numerosi adempimenti di natura amministrativa e gestionale scaricati negli anni sulla rete» spiega Demozzi. In effetti il business auto, pur rappresentando mediamente circa il 55% degli incassi, non si rivela particolarmente profittevole. «L’auto origina volumi ma non si rivela così incisivo sulla redditività – spiega Fabio Orsi di Iama –, mediamente un’agenzia ricava 54 euro per ogni polizza auto, ma l’utile è di solo 4 euro netti. Ben 50 euro vengono assorbiti dalla copertura dei costi». Si tratta quindi di un business con margini molto bassi che assorbe molto lavoro amministrativo e impedisce lo sviluppo degli affari su altri rami. L’evoluzione, secondo Orsi, vedrà una maggiore integrazione tra compagnia e agenzia, in modo da ottenere maggiore efficacia propositiva. Insomma ci aspettano anni di forte selezione competitiva fra le agenzie focalizzate sull’auto. Per rendere possibile la diversificazione bisogna diminuire la burocrazia in agenzia sfruttando la tecnologia per ridurre le incombenze e gli oneri gestionali degli agenti. Le aree di sviluppo più interessanti appaiono quelle legate ai bisogni di “family welfare” e dello “small business”, trasversali a danni non auto e vita e ad elevato potenziale».
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