Il nuovo Fisco non frena la corsa delle polizze estere

Il nuovo fisco e la maggiore invasività dell’Agenzia delle Entrate non mette in crisi le polizze Vita estere. Dall’estate si è registrato un exploit per questi strumenti venduti in Italia da compagnie

che operano in Lps (libera prestazione di servizi) in controtendenza con quanto sta avvenendo sui prodotti assicurativi made in Italy. Guardando il consuntivo d’anno, mentre le polizze italiane (comprese le compagnie extra Ue) hanno chiuso con una nuova produzione vita in calo del 10%, le compagnie che operano in Lps hanno mantenuto il ritmo del 2011 (+0,5%) con una nuova produzione di 7 miliardi di euro. Non solo, si è verificata un’accelerazione finale. Se nella prima parte dell’anno la raccolta delle imprese in Lps mostrava variazioni percentuali negative (si veda grafico in pagina), da giugno il trend ha cominciato a invertirsi, con novembre che segna addirittura un +331%. Come interpretare la ripresa di interesse proprio nell’anno in cui la fiscalità è diventata più penalizzante? L’aliquota sulle rendite è salita al 20% (tranne per la parte investita in titoli di Stato e equiparati) ed è stata introdotta anche per le polizze estere l’imposta sulle assicurazioni (0,5% nel 2013), a cui si somma, per le polizze finanziarie, l’imposta di bollo (da quest’anno dello 0,15% senza più tetto massimo), balzello non previsto invece per le polizze ramo I (tradizionali). Senza contare che, con la nuova circolare dell’agenzia delle Entrate (la 175022 del dicembre 2011), ci sarà l’obbligo di segnalazione anche all’anagrafe tributaria, per chi si avvale di un gruppo estero che funge da sostituto d’imposta e abbia creato un rappresentante fiscale in Italia.

«Ad agosto è entrata in vigore la normativa che uniforma la fiscalità delle compagnie estere e italiane – spiega Marco Caldana, di Farad SA –. Essa ha creato nuove opportunità ed eliminato i possibili dubbi che esistevano su alcuni aspetti fiscali». Inoltre ha esonerato dalla dichiarazione della polizza nel quadro Rw liberando il sottoscrittore dalle incombenze pratiche. La pensa nello stesso modo Enrico Satta, responsabile mercato italiano di Legal & General International, gruppo britannico leader nel settore assicurativo (gestisce 480 miliardi €). «Non bisogna poi dimenticare che la tassazione sulle plusvalenze si applica solo al riscatto e che, in caso di sinistro, i beneficiari riceveranno il valore della polizza esentasse», spiega Satta. Per i possessori di grandi patrimoni la polizza resta, insieme ai titoli di Stato, l’unico veicolo per non pagare le imposte di successione (del 4% per patrimoni oltre il milione € per erede legittimatario). Vantaggi che si possono ottenere anche investendo in prodotti Vita italiani. Ma allora come si spiega il fascino estero? Gli operatori non hanno dubbi. In Irlanda o in Lussemburgo le norme sono più flessibili è possibile accedere direttamente all’investimento in commodities e anche a molti fondi non “consobizzati”.

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