L’avvocato Marco Cardia, evidentemente, non riesce a non essere “correlato”. Nel bilancio consolidato 2012 del gruppo Fonsai, appena pubblicato, il suo nome compare in relazione ad alcune
consulenze in conflitto d’interesse, per 2,3 milioni, affidate al suo studio. In quelle operazioni infatti l’avvocato – figlio dell’ex presidente della Consob Lamberto Cardia – era una parte “correlata” della società per il fatto che contemporaneamente rivestiva un incarico di rilievo nell’organismo di vigilanza della legge 231. Lo stesso incarico, fino all’anno prima, aveva posto Cardia in un altro genere di “conflitto”, ancora più imbarazzante. Come presidente della Consob suo padre Lamberto vigilava sulla Fonsai ed anche su aspetti (prevenzione dei reati finanziari) tangenti il ruolo di consulente del figlio. Per questo motivo Cardia padre soleva non prendere parte alle decisioni, nella commissione, riguardanti la Fonsai. Ciò che rappresentava, in fondo, l’ammissione di un problema. Nel 2011 la presidenza della Consob è passata di mano ma per l’avvocato Cardia, finita una “correlazione” ne è iniziata un’altra. (R.Sa.) © RIPRODUZIONE RISERVATA