Sui conti 2012 di Generali pesa l’incertezza sugli effetti della drastica asset review promessa dai nuovi manager triestini. Mai come quest’anno i dati di consenso degli
analisti finanziari sul bilancio annuale – all’esame dell’odierno cda della compagnia che li comunicherà domani al mercato – sono significativamente differenziati l’uno dall’altro. O meglio, i numeri convergono largamente sulle stime di utili operativi della compagnia che si dovrebbero attestare intorno a 4,1 miliardi, 883 in più di quelli esibiti con l’ultima trimestrale di fine settembre ed in linea con le previsioni della stessa società.
Il buon andamento industriale si dovrebbe rispecchiare anche in un combined ratio (rapporto tra spese e sinistri) nei rami danni intorno al 96,6%, sostanzialmente allo stesso livello del 2011. E su un margine di solvibilità intorno al 146% del livello minimo, in miglioramento rispetto al 140% del settembre scorso. Ma quì, appunto, finisce il “consenso” tra le diverse case d’analisi per la difficoltà di calcolare l’impatto della radicale revisione dell’intero portafoglio d’investimenti annunciata dal Ceo Mario Greco quando, nell’agosto scorso, giunse nel ponte di comando delle Generali.
Da quello che si può intuire la pulizia dei conti sarà di ampia portata e da quell’impatto dipenderà anche l’utile netto del gruppo triestino che a fine settembre ammontava a 1,1 miliardi. Tra le principali partite c’è ovviamente quella di Telco, la scatola partecipata da Generali che possiede il pacchetto di controllo di Telecom Italia. Il valore dei titoli del gruppo telefonico è stato recentemente ridotto da 1,5 a 1,2 euro per azione e per la compagnia triestina è in arrivo una svalutazione intorno a 130-150 milioni in aggiunta a quella (307 milioni) già sopportata nel bilancio del 2011. C’è poi la partecipazione del 2,9% in Intesa Sanpaolo. Anche in questo caso le minusvalenze già registrate nella riserva degli asset “disponibili per la vendita” dovrebbero essere trasferite a conto economico con un impatto intorno ai 200 milioni. Sono soltanto due esempi delle partite sotto esame da parte del management e riguardano soltanto una piccola parte di un portafoglio d’investimenti propri che al 30 settembre dello scorso anno si attestava a 329 miliardi.
Tutte le classi di asset(azioni, obbligazioni, investimenti alternativi) sono state sottoposte alla review annunciata da nuovo management ed è pertanto prevedibile che le conseguenze della pulizia contabile saranno significative. Tra l’altro per effetto delle norme civilistiche dei bilanci assicurativi italiani, diverse dai principi contabili internazionali – notava ieri un report di Kbw – le svalutazioni non potranno essere addolcite da un trattamento fiscale favorevole.
R.Sa.
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