MILANO — Ore decisive per il salvataggio di Fonsai, mentre i titoli in Borsa chiudono con perdite pesanti: Fondiaria Sai ieri ha lasciato sul terreno il 12,4%, Unipol il 6,7% e Premafin il 4,4%. La Consob è improbabile si pronunci oggi sui prospetti informativi:
l’ok potrebbe arrivare giovedì. Nel frattempo tutti i riflettori sono puntati sul Tar, che domani dovrebbe decidere se dare o no seguito alla richiesta di Palladio e Sator di sospendere l’autorizzazione dell’Isvap all’integrazione Unipol-Fonsai. Nel frattempo Premafin ha sciolto nei termini consensualmente previsti l’accordo parasociale con Unicredit su Fonsai e ha visto decadere il patto sul proprio 51% che prima univa le finanziarie dei figli di Salvatore Ligresti con Sinergia e Imco, in seguito al fallimento di queste ultime due società. La holding ha poi rinviato il consiglio alle prossime ore, probabilmente in attesa delle decisioni dell’authority e del Tar. Nel frattempo gli avvocati della holding avrebbero messo a punto una lettera destinata alle banche creditrici per concordare una proroga rispetto al 20 luglio sull’escussione del pegno sul 35% di Fonsai e dell’esclusiva con Unipol, missiva che con ogni probabilità sarà sul tavolo del prossimo board. I «cantieri» di società e banche sono al lavoro perché possano partire il 16 luglio gli aumenti di capitale di Unipol e Fonsai, ciascuno da 1,1 miliardi, rinviati perché la Consob non ha dato venerdì l’ok ai prospetti. L’authority guidata da Giuseppe Vegas è possibile dunque proceda al via libera giovedì, dopo il Tar del Lazio. Il tribunale, che ha respinto la richiesta di urgenza, ha fissato per domani l’appuntamento con le parti. Può rigettare il ricorso di Palladio e Sator oppure accogliere la richiesta di sospensiva: dovrà quindi valutare se i ricorrenti ne abbiano titolo e se il procedimento con il quale l’Isvap ha autorizzato Unipol-Fonsai presenti elementi pregiudizievoli tali da essere approfondito, se non già censurato. In questo secondo caso l’integrazione fra i due gruppi assicurativi rischierebbe con ogni probabilità di saltare: verrebbe meno una delle condizioni, l’ok di tutte le authority, indispensabili per l’operazione. E i tempi per la decisione finale, controricorsi compresi, sarebbero verosimilmente incompatibili con qualsiasi «proroga». Le parti coinvolte, in particolare l’Isvap, hanno già fatto pervenire proprie memorie. La decisione del Tar è in effetti molto delicata per le conseguenze su una fusione che ha ricevuto tutte le autorizzazioni (prospetti esclusi) al termine di un iter «monstre» partito in febbraio.
E nella vicenda si inserisce anche una nuova diatriba fra due dei numerosi advisor in campo: su indicazione Consob ieri Unipol ha reso pubblico il parere chiesto a Gualtieri & associati che ha giudicato l’opinione commissionata da Palladio-Sator alla Vitale & associati di confronto fra la propria offerta e quella Unipol «fondata su analisi inattendibili, criticabili nel metodo e in alcune ipotesi e su considerazioni non supportate da un adeguato approfondimento». Immediata la replica della casa guidata da Guido Roberto Vitale: «Le nostre analisi si basano rigorosamente su informazioni pubblicamente disponibili e sull’adozione di criteri omogenei e applicati in modo trasparente». Il campionato delle perizie di parte è forse il più affollato (e strumentalizzato) in questa infinita story assicurativa.
Sergio Bocconi
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