E il commissario chiede più tempo

In teoria, l’incarico avrebbe dovuto concludersi con la fine di gennaio. Invece, a Matteo Caratozzolo serve qualche settimana di tempo in più per portare a termine la sua

attività di commissario ad acta di FonSai per «promuovere o far promuovere ogni iniziativa anche giudiziale» sulle azioni in conflitto di interesse intraprese dalla famiglia Ligresti (ex controllanti del gruppo) al fine di «salvaguardare e reintegrare» il patrimonio della società, come recitava il provvedimento dell’Isvap di metà settembre che l’ha nominato, sostituendolo al cda per questa partita. Un gesto a sorpresa, la nomina del commissario, in parte perché firmato dal presidente Isvap Giancarlo Giannini proprio mentre era sul punto di scadere dalle sue funzioni di presidente-commissario, e in parte perché in quei mesi il cda di Fonsai aveva preso tutte le iniziative, sollecitate proprio dal regulator, per «perseguire i colpevoli». Ora l’Isvap è stata cancellata, l’authority di vigilanza sul settore, l’Ivass, è passata sotto il controllo Bankitalia. E Caratozzolo, che ha bisogno di più tempo per terminare il suo incarico, si è rivolto a Palazzo Koch e si appresta a presentare, la prossima settimana, una formale proposta di proroga per 30-40 giorni. Ci vorrà così ancora un po’ di tempo per sapere se ci sono gli estremi per un’azione di responsabilità contro i Ligresti. (R.Sa.)

 

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