Così Ligresti ha spolpato FonSai

«Centinaia di milioni di euro». Nella relazione di Matteo Caratozzolo, il commissario ad acta di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni, per l’azione di responsabilità nei confronti

della passata gestione, il danno subito dal gruppo assicurativo non viene indicato con precisione. Tuttavia, secondo l’analisi del commissario, le operazioni con parti correlate (la famiglia Ligresti e le sue società immobiliari), realizzate da FonSai e Milano tra il 2003 e il 2011, avrebbero arrecato un danno alle due compagnie per centinaia di milioni di euro. Risorse che ora il professionista, nominato lo scorso settembre dal commissario straordinario dell’Isvap, Giancarlo Giannini, e recentemente confermato nel suo incarico dall’Ivass, con provvedimento firmato dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intende recuperare promuovendo l’azione di responsabilità nei confronti di Salvatore Ligresti e dei suoi tre figli (Jonella, Giulia e Paolo) e di amministratori e sindaci ritenuti compiacenti o poco solerti nel vigilare. L’elenco dei soggetti che Caratozzolo ha individuato quali potenziali responsabili comprende l’ex ad di FonSai, Fausto Marchionni, e alcuni consiglieri del gruppo vicini alla famiglia Ligresti, come Antonio Talarico, Vincenzo La Russa, Salvatore Spiniello e Salvatore Rubino, o con una lunga anzianità di servizio nel board come Andrea Broggini, Enzo Mei, Umberto Bocchino, Enzo Toselli e Cosimo Rucellai, che è stato l’ultimo presidente di FonSai prima del passaggio del controllo a Unipol. Ma nel mirino del commissario sono finiti anche alcuni componenti del collegio sindacale delle due compagnie. Tra questi ci sono anche Benito Giovanni Marino, Marco Spadacini e Antonino D’Ambrosio, i tre sindaci che lo scorso 16 marzo avevano firmato la relazione di risposta alla denuncia del fondo Amber che aveva fatto emergere le prime criticità in tema di operazioni con parti correlate. A questi si aggiungono Giancarlo Mantovani (sindaco di FonSai dal 2003 al 2009) e Graziano Visentin, Giovanni Ossola, Alessandro Ranieri e Maria Luisa Mosconi, quali componenti del collegio sindacale di Milano Assicurazioni, e Carlo Nocentini, quale amministratore della controllata Meridiano Risparmio. La proposta di delibera, che sarà sottoposta all’assemblea dei soci delle due compagnie il prossimo 13 marzo (il 14 in seconda convocazione), non è rivolta invece contro le società dei Ligresti, in particolare Sinergia e Im.Co, che avrebbero ottenuto un ingiusto profitto dall’operazioni realizzate con FonSai. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’intenzione del commissario, il cui mandato scadrà il 17 marzo, è di promuovere azione di risarcimento danni anche contro queste società. Una conferma di tutto viene anche dalle relazioni alle assemblee, dove Caratozzolo sottolinea che «la responsabilità» di tali società «sarà del pari azionata». Se ciò accadesse le banche capeggiate da Unicredit, che da mesi stanno lavorando a un piano di concordato fallimentare per recuperare parte della loro esposizione verso Sinergia e Im.Co, potrebbero dover fronteggiare un ostacolo in più oltre a quelli di natura amministrativa, legati alle autorizzazioni necessarie a realizzare il polo scientifico Cerba, che attualmente stanno caratterizzando le trattative con i curatori. Anche se formalmente l’ultima parola sulle azioni di responsabilità spetterà ai soci diFonSai e Milano, nella sostanza è tuttavia scontato che queste partiranno. Se infatti nell’assemblea della capogruppo il commissario non avrà diritto di voto, nell’assemblea di Milano Caratozzolo rappresenterà il 63% di proprietà di FonSai. È dunque scontato che il commissario voti a favore delle azioni legali da lui proposte. Non solo, tra le società danneggiate dalle operazioni realizzate con i Ligresti e il gruppo Sinergia-ImCo ci sono anche sette società non quotate controllate da FonSai dove il commissario avrà i poteri dell’azionista unico: si tratta di Immobiliare Lombarda, Sai Investimenti, Atahotels, Meridiano Secondo, Villa Ragionieri, Sai Servizi e Auto Presto e Bene. Anche queste società dovrebbero promuovere specifiche azioni risarcitorie nei confronti di persone ed enti ritenuti, alla luce delle verifiche di Caratozzolo, responsabili di un danno patrimoniale. Questo potrebbe creare qualche grattacapo anche alla stessa Unipol, che lo scorso 25 giugno si era impegnata a tenere manlevati amministratori e sindaci del gruppoFonSai (a eccezione dei Ligresti) dal pagamento di eventuali importi «che gli stessi dovessero effettivamente pagare a titolo di danno». Ma anche gli stessi Ligresti, che hanno più volte sottolineato di non ritenere valido l’accordo raggiunto a giugno traPremafin e Unipol che ha modificato l’intesa originaria sulle manleve, potrebbero impugnare tale accordo davanti al giudice. Nelle 56 pagine della relazione del commissario vengono minuziosamente ricostruite le operazioni che avrebbero danneggiato il gruppo FonSai a vantaggio dei Ligresti e delle società da loro controllate: dall’acquisto per 25 milioni, «prezzo risultato incongruo», di Atahotels che ha comportato la copertura di perdite per circa 80 milioni, ai compensi «abnormi» ricevuti da Salvatore e Jonella Ligresti, fino alla sponsorizzazione da 4,76 milioni alla società Laita, proprietaria del cavallo da corsa dell’ex presidente di FonSai. Secondo Caratozzolo «le operazioni sono state compiute sotto la regia e a beneficio della famiglia Ligresti attraverso l’operato di uomini di fiducia della famiglia che all’interno del gruppo FonSai e dei veicoli societari riconducibili alla famiglia ricoprivano ruoli chiave. Le società del gruppo FonSai», si legge ancora nella relazione, «hanno posto in essere operazioni nell’area immobiliare solamente con controparti correlate, quantomeno per il periodo che va dal 2003 al 2011. In altre parole la famiglia Ligresti e le controparti correlate hanno rappresentato per almeno 8 anni l’unico interlocutore diFonSai nel settore degli investimenti immobiliari». (riproduzione riservata)

 

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