Per 90 mq si va dai 78 euro di premio di Milano ai 421 di Forlì Incidono età dell’immobile, materiali e località. Come pagare meno DI PIER EMILIO GADDA
Tutto da rifare. Il tramonto anticipato della legislatura impedirà di portare a termine il provvedimento in materia di polizze contro le calamità naturali annunciato il 5
dicembre dal ministro per l’Ambiente, Corrado Clini. Il piano per la messa in sicurezza del territorio nazionale prevedeva, tra le altre misure, l’introduzione di un’assicurazione obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi. Qualche mese fa si prospettava l’ipotesi di una polizza ad hoc contro i terremoti. Ora il tempo a disposizione del governo Monti stringe e le priorità sono altre. Ma il tema della coperture assicurativa contro le catastrofi naturali resta cruciale. «Ventiquattro milioni di italiani vivono in zone a rischio sismico. Purtroppo, nel nostro Paese, eventi di questo tipo non sono rari, basti ricordare che il terremoto in Emilia è avvenuto a 3 anni dall’Aquila. Solo per i danni in Abruzzo, si stima un costo di almeno 15 miliardi di euro», sottolinea Adolfo Bertani, presidente di Cineas, consorzio universitario non profit co-fondato dal Politecnico di Milano e da alcune compagnie assicurative, specializzato nelle tematiche legate alla gestione dei rischi.
Lo Stato non ha risorse sufficienti per ripagare i danni di ogni terremoto, alluvione o inondazione. «I cittadini non hanno la certezza di essere risarciti in caso di danni all’abitazione prodotti da calamità naturali», avverte Bertani. E devono, quindi, valutare l’opportunità di tutelarsi.
I costi
Secondo un’indagine realizzata da CorrierEconomia sulle principali compagnie assicurative operanti in Italia, l’offerta di polizze «anti-calamità» disponibili sul mercato è estremamente limitata. Il costo dell’assicurazione varia in funzione del rischio sismico, città per città, ma anche sulla base di altri fattori. L’altezza dell’edificio, i materiali di costruzione utilizzati, l’età del fabbricato. «In Italia il 60% delle abitazioni è stato costruito prima del 1974, anno della legge antisismica per le costruzioni, ed è quindi altamente a rischio anche per scosse di media intensità», ricorda Bertani. Oltretutto, dopo quella data, non sempre le norme sono state rispettate. Poi, nel 2008, il riordino della disciplina antisismica ha introdotto regole più stringenti, tanto che, secondo il presidente di Cineas, le compagnie applicherebbero sconti significativi per gli immobili costruiti dopo la riforma. In ogni caso, la copertura contro il terremoto è sempre abbinata, come garanzia accessoria, alla polizza incendio sulla casa.
Esempi
A puro titolo esemplificativo si è considerato il caso di un appartamento di 90 mq al secondo piano di un condominio del 1970, per una somma assicurata di 150 mila euro. Il premio della copertura incendio più terremoto varia, alle migliori condizioni di mercato, dai 78 euro l’anno di Milano ai 421 di Forlì (vedi tabella). Non solo. Per i Comuni a maggiore rischio sismico o idrogeologico, alcune società non offrono tout court la copertura assicurativa. «Con un regime su base esclusivamente “volontaria”, il pericolo è che le compagnie assicurative si prendano i rischi migliori, evitando di stipulare polizze nelle aree più soggette a calamità naturali», chiarisce Bertani. È ragionevole, sostiene il presidente di Cineas, che il premio sia più alto là dove il rischio è maggiore, ma bisogna restringere la forbice. A tale scopo, sarebbe necessario, in primo luogo, allargare il bacino degli assicurati. «Ad esempio — propone Bertani — ancorando la garanzia calamità naturali alla polizza incendio e, comunque, incoraggiando la cultura della prevenzione con una regime fiscale premiante». Oggi, invece, i premi relativi alle coperture assicurative del ramo incendi e calamità naturali sono soggetti a un’aliquota del 22,25%, tra le più alte in Europa.
Secondo uno studio realizzato dall’Ania nel giugno del 2011, il 44% delle unità abitative censite dall’Istat risulta protetto contro il rischio incendio. Di queste polizze, solo lo 0,4% presenta l’estensione della copertura contro terremoti e alluvioni.
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