Maurizio Caprino
L’allarme non c’è, forse è soltanto rinviato. Per ora, il caro-Rc auto non sarà aggravato dal boom dei veicoli non assicurati (a causa della crisi), perché per pagare i danni
provocati da questi ultimi non sarà necessario aumentare i contributi a carico di tutti gli assicurati: il Fondo di garanzia per le vittime della strada è ancora in attivo e quindi può coprire anche l’aumento del fabbisogno. Bisognerà però vedere per quanto tempo ancora questa situazione potrà durare: i danni causati da veicoli non coperti da polizze Rc auto continuano ad aumentare.
Il Fondo di garanzia, gestito dalla Consap, è la “cassa pubblica” che risarcisce chi subisce un danno in un incidente causato da un veicolo che non è stato identificato o che non era assicurato. Le risorse del Fondo provengono in parte dal contributo obbligatorio versato su ogni polizza Rc auto e in parte dalle sanzioni irrogate dall’Ivass (l’ex-Isvap) alle compagnie proprio per irregolarità in materia di responsabilità civile sulla circolazione dei veicoli.
Il primo allarme era stato lanciato dal Sole 24 Ore tre anni fa, il 29 marzo 2010. Anche all’epoca scrivemmo che non c’era da preoccuparsi nell’immediato, ma che il trend andava monitorato. Infatti da allora ha continuato a crescere, come si vede nel grafico sotto a sinistra: mentre dal 2009 al 2011 il numero degli incidenti causati da pirati della strada (veicoli non identificati) è rimasto sostanzialmente invariato intorno a quota 21mila, i sinistri provocati da non assicurati sono passati da 22mila a 26.500. Un’ulteriore crescita rispetto al repentino boom registrato nel 2008, quando si raggiunse quota 21mila partendo dai 14.900 del 2007.
In prospettiva, è difficile prevedere un ridimensionamento: non si sa ancora con precisione quanti siano i veicoli non assicurati, ma negli ultimi anni le stime (generalmente effettuate dall’Aci) sono rapidamente cresciute da 2 a 3,5 milioni, fino ai 4 ricavati da una ricerca condotta però in un ambito limitato a Roma. E mediamente una volta alla settimana l’Ivass continua a segnalare casi di polizze false o di compagnie-fantasma.
Le prime misure per contrastare l’evasione dell’obbligo assicurativo sono state varate nel novembre 2011 (con la legge di Stabilità 2012, la 183/11) e rinforzate a gennaio 2012 col decreto Liberalizzazioni (Dl 1/12), prevedendo – tra l’altro – la smaterializzazione dei contrassegni assicurativi e controlli incrociati tra gli archivi della Motorizzazione (veicoli che risultano circolanti) e quelli dell’Ania (veicoli assicurati). Ma i primi effetti apprezzabili si dovrebbero vedere non prima del 2014. Inoltre, la crisi economica e finanziaria generale prosegue e le tariffe della Rc auto non sembrano destinate a sensibili ribassi (con la crisi diminuiscono la circolazione e gli incidenti, ma i costi dei risarcimenti restano alti, per vari fattori). Per tutti questi motivi, la quota dei veicoli non assicurati sul totale del parco circolante dovrebbe mantenersi sui livelli attuali, i più alti in Europa (si veda il grafico sotto a destra). Quindi, i sinistri causati da veicoli non coperti difficilmente diminuiranno.
Ma ancora per quest’anno il contributo al Fondo di garanzia è stato fissato (dal ministero dell’Economia, ai sensi dell’articolo 285 del Codice delle assicurazioni) al 2,5% (dei premi Rc auto incassati, al netto degli importi corrisposti dai contraenti a titolo d’imposta sulle assicurazioni e di contributo al Servizio sanitario nazionale): un livello che è invariato da dieci anni, dopo che in passato aveva raggiunto anche il 4 per cento. «Il Fondo aveva avanzi cospicui – spiega Paolo Panarelli, direttore generale della Consap – che hanno potuto coprire il fabbisogno crescente». Ma proprio questo fabbisogno ha eroso gli attivi. Continuando così, si potrebbe arrivare in rosso.
RIPRODUZIONE RISERVATA