Anche Allianz resta nel patto Pirelli

MILANO

Allianz scioglie le riserve sul patto di sindacato della Pirelli. Secondo quanto si apprende anche il colosso assicurativo tedesco a cui fa capo il 4,41 per cento del patto è

pronto a rinnovare l’accordo parasociale che controlla il gruppo della Bicocca. Si va dunque verso il rinnovo integrale dell’intesa.

Stando a quanto finora comunicato dai soci, nessuna disdetta sarebbe pervenuta sul tavolo della Pirelli. Oggi è infatti l’ultimo giorno utile per comunicare il recesso dal patto di sindacato della Bicocca. Sulla carta c’è tempo fino a stasera, ma per il momento nessuna missiva è stata comunicata al quartier generale della Pirelli.

Il patto, che tecnicamente scade il 15 aprile ma è aperto a eventuali recessi solo fino ad oggi, riunisce il 45,52% del gruppo dei pneumatici ed è prorogabile se c’è la conferma di almeno il 33% del capitale.

Le perplessità superate

Nei giorni scorsi alcuni azionisti avevano avanzato qualche perplessità nel confermare l’impegno a immobilizzare i titoli per altri tre anni. Tra questi, figuravano le Generali che detiene una quota del 4,41%, Unipol che ha ereditato da FonSai una partecipazione del 4,42% e Allianz, che ha un altro 4,41%. Sebbene nessuna decisione ufficiale risulti ancora essere stata presa, solo la compagnia assicurativa tedesca fino alla fine non aveva completamente sciolto le riserve, non tanto perché avesse interesse a cedere la quota in Pirelli quanto perché poco coerente con la propria filosofia la partecipazione a patti sindacati. Alcune fonti, tuttavia, riferiscono che la situazione si sarebbe sbloccata e anche Allianz è ora pronta a sottoscrivere il rinnovo del patto. Un patto che cambia nei tempi del vincolo, ma non subisce modifiche sui temi finora regolamentati.

La nuova durata del vincolo, sulla quale si sarebbero ormai orientati gli azionisti, sarà infatti di 12 mesi rispetto ai canonici 3 anni. E proprio questa maggiore flessibilità avrebbe convinto i grandi soci a rinnovare l’accordo.

Nelle discussioni tra i soci era stata avanzata anche l’ipotesi di eliminare il meccanismo della prelazione a scadenza dell’accordo. Si tratta cioè della possibilità degli azionisti che non vogliono rinnovare l’intesa a scadenza di offrire i loro titoli ai pattisti decisi a rinnovare il vincolo. Tuttavia alla fine è prevalsa la scelta di lasciare lo status quo anche su questa materia.

Tronchetti-Malacalza

Il rinnovo dell’accordo arriva nel bel mezzo della querelle tra il numero uno di Pirelli Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza, alleati in Gpi e Camfin. I rapporti tra i due partner ormai da diversi mesi si sono incrinati, tanto che nell’ultimo consiglio di Camfin, quello a cui spettava deliberare sul rinnovo del patto Pirelli, i rappresentanti della famiglia, Davide e Vittorio Malacalza non si sono nemmeno presentati. Tuttavia, fanno notare gli addetti ai lavori, lo stallo resta confinato ai piani alti.

La Pirelli, con un nuovo accordo parasociale, incassa il sostegno dei suoi soci di riferimento, tra cui Camfin e’ un esponente di spicco, ma ormai da tempo non è sinonimo di azionista di maggioranza della Pirelli. Vuoi per la struttura proprietaria del gruppo che oggi vede il 74 per cento del flottante nelle mani di investitori istituzionali stranieri, vuoi perché in assemblea, Camfin negli ultimi anni non ha mai avuto la maggioranza. Nelle assemblee di bilancio 2010, per esempio, c’era il 58% capitale votante, nel 2011 il 63% votante e nel 2012 il 68% del capitale a fronte del pacchetto del 26 per cento di Camfin. In Borsa ieri il titolo Pirelli ha chiuso in rialzo dell 0,22% e ha chiuso a 9,13 euro.

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