Agenti Ina-Assitalia, tensioni sul riassetto

Generali accelera i tempi nel riassetto delle sue attività in Italia e affronta il “nodo” delle reti agenziali. Generali Italia spa – ha scritto in una lettera alle associazioni delle

reti distributive il country manager del gruppo Raffaele Agrusti – nascerà ufficialmente entro luglio con l’incorporazione in Ina-Assitalia (che cambierà nome) del ramo d’azienda Direzione per l’Italia di Assicurazioni Generali, inclusivo di Banca Generali, Generali Properties, e Genagricola. Seguirà, entro novembre, l’incorporamento in Generali Italia anche delle reti distributive di Alleanza-Toro cui si aggiungerà, nel 2014 , anche Fata Assicurazioni. I tempi stretti del riassetto – inizialmente erano collocati per la fine dell’anno – ha impresso un’accelerazione anche confronto con le diverse reti distributive del gruppo, ciascuna con differenti caratteristiche e mandati. È inevitabile che si giungerà, a regime, ad una completa armonizzazione ma con quali modalità e periodo transitori? Mentre gli agenti di Generali non si aspettano grandi cambiamenti i 296 agenti generali di Ina-Assitalia sono invece maggiore agitazione. Intermediano tradizionalmente portafogli di dimensioni maggiori rispetto ai loro colleghi della capogruppo. In più ricevono, mediamente, provvigioni più robuste da parte della compagnia (almeno sui prodotti al dettaglio). Sul fronte opposto. però, l’Anagina (l’associazione che li rappresenta) tiene a far presente che quella maggiore remunerazione fronteggia gli oneri che gli agenti generali debbono sopportare per la rete distributiva (collaboratori e produttori) collocata nel territorio di propria competenza. Infine, c’è il tema delle rivalse divenuto recentemente d’attualità per l’intero mercato assicurativo in seguito alle nuove disposizioni di legge volte a promuovere la “collaborazione” tra agenti (anche di compagnie in concorrenza). Colui che abbandona l’attività, al termine del suo mandato riceve una sorta di liquidazione (in relazione alla durata del suo incarico e del portafoglio acquisito) dalla compagnia la quale lo addebita come rivalsa all’agente subentrante rateizzandone il costo in 8-12 anni. L’onere in relazione alla dimensione delle agenzie può raggiungere importi elevati (anche di milioni di euro). E, in virtù del nuovo quadro normativo, non è più così scontato che un portafoglio rimarrà intatto (o si accrescerà) nel corso degli anni. Intanto però va pagato. Ed è per questo che gli agenti dell’Ina Assitalia, nell’ambito della trattativa che sta per aprirsi con il gruppo, hanno intanto chiesto di allungare da 12 a 18 anni il periodo di rateizzazione della rivalsa.

 

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