Fusione Unipol-Sai, arrivano i tagli Sul tavolo previsti fino a duemila esuberi

MILANO — La fusione fra Unipol e Fonsai potrebbe portare a un numero di esuberi compreso fra mille e 2.200 dipendenti, su 8 mila che faranno parte del nuovo perimetro

del gruppo assicurativo post aggregazione. Le direzioni saranno a Bologna e Milano mentre Torino e Firenze avranno una vocazione specialistica. Lo hanno riferito fonti sindacali dopo l’incontro di martedì con la dirigenza di Unipol e Fonsai in cui sono stati illustrati il nuovo piano industriale e le possibili ricadute occupazionali. L’amministratore delegato del gruppo bolognese, Carlo Cimbri, ieri presente alla quarta conferenza nazionale di organizzazione del sindacato Uilca, non ha voluto commentare le cifre.

Si è di fatto così aperto il confronto negoziale. Per valutare il numero degli esuberi è però essenziale capire quanti dipendenti usciranno dal perimetro del nuovo polo assicurativo con le cessioni di marchi e rami d’azienda che Unipol deve effettuare per 1,7 miliardi di premi secondo gli impegni con l’Antitrust (oggetto di alcune contestazioni da parte dei bolognesi). Secondo le stesse fonti sindacali gli esuberi previsti sono pari a 2.200 ma, per via appunto delle dismissioni, la stessa Unipol avrebbe ipotizzato la possibile riduzione a 1.040. Sulle dismissioni Cimbri ha detto che «sono arrivate manifestazioni di interesse da operatori italiani ed esteri», ma «ci vuole tempo. Siamo alle primissime fasi».

S. Bo.

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