Purché il caso Fonsai resti un’eccezione

Quanto è affidabile il bilancio di un assicuratore? È una domanda legittima dopo che Fonsai per il terzo anno di seguito ha emesso un warning sui propri conti.

Ancora una volta le sue riserve, gli impegni assunti nei confronti degli assicurati, sono risultate inadeguate per centinaia di milioni (650 per l’esattezza) e coprire quel buco manderà in rosso il bilancio.Già era accaduto per gli esercizi 2010 e 2011 quando gli accantonamenti erano stati incrementati, rispettivamente, di 600 e 800 milioni. Ma c’è una differenza. Negli anni precedenti la pulizia dei bilanci era stata la conseguenza delle indagini sulla allegra gestione precedente (Ligresti). Ma dopo infinite ispezioni e controlli da parte di regulator, revisori e advisor che per il 2012 non avevano evidenziato allarmi di sorta, si pensava che il bilancio fosse a prova di errore. È giunta l’ennesima bastonata. Sembra che a determinare l’esigenza di nuovi accantonamenti siano state le correzioni delle nuove stime provenienti dalla rete dei liquidatori sui sinistri in pagamento. Quelle valutazioni, incorporate nei modelli matematici delle riserve totali, hanno richiesto un rimbocco. Un ammontare di 650 milioni su un aggregato totale di 33,5 miliardi (l’insieme delle riserve) è appena il 2% ma supera di gran lunga il prevedibile utile della compagnia per fine anno. È singolare che l’Isvap – il “vecchio” regulator che da gennaio è stato sostituito dall’Ivass – non si sia accorto per tempo di un simile buco mentre ingaggiava con Unipol un contenzioso, ancora aperto, sulle riserve per somme molto inferiori (200 milioni). Ma quanto è accaduto mina la credibilità di tutti quei soggetti – attuari, revisori, contabili – che intervengono nel calcolo delle riserve. Stima complessa perché è il frutto di molte variabili che intervengono in un lungo orizzonte di tempo (la durata degli impegni assicurativi). Ma c’è necessità che regolatori ed organismi professionali si incontrino per condividere quanto meno modalità di calcolo e sistemi di controllo, così da ridurre l’alea di simili previsioni. Ed evitare che a qualcuno possa venire il dubbio se, dopo Fonsai, possa annidarsi qualche buco in altri gruppi.

 

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