Balbinot «Incentivi fiscali per le polizze anticalamità»

La copertura? «Semiobbligatoria per ridurre i nostri rischi e i premi» DI ROBERTO E. BAGNOLI

Copertura semiobbligatoria e incentivi fiscali per favorire la diffusione delle polizze. Sergio Balbinot, chief insurance officer del gruppo Generali, spiega a CorrierEconomia

come dovrebbe essere gestito il rischio delle calamità naturali, alluvioni e terremoti, che in Italia sono sempre più frequenti.

 

Balbinot, a cui fa capo l’attività assicurativa del gruppo a livello internazionale, è stato recentemente ascoltato in un’audizione presso la Commissione ambiente della Camera sullo stato della sicurezza sismica in Italia.

Il ministro dell’Ambiente aveva annunciato, prima della crisi, che con un disegno di legge sarà introdotta un’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali…

«Questo disegno di legge sembrerebbe escludere la garanzia contro i terremoti, che invece andrebbe ricompresa nella previsione legislativa. L’adozione perlomeno della semiobbligatorietà, secondo il modello adottato in Francia, potrebbe risolvere uno dei più importanti problemi che riguardano questa materia, cioè l’antiselezione del rischio, secondo cui la domanda di assicurazione proviene dalle sole aree più esposte».

Quale regime dovrebbe essere adottato?

«Si potrebbe pensare a un sistema semiobbligatorio, in base a cui chi stipula una polizza incendio deve sottoscrivere la garanzia contro le catastrofi naturali. Questo consentirebbe alle compagnie di stimare ancora meglio i costi della garanzia, adottando un sostenibile livello di mutualità attraverso la personalizzazione del premio. Come avviene in altri paesi, il settore assicurativo privato, con il supporto dei mercati riassicurativi mondiali, può soddisfare una parte consistente dei bisogni di copertura. Non si può però prescindere dall’intervento dello Stato, come riassicuratore d’ultima istanza in caso di eventi estremi».

Secondo le associazioni dei consumatori in questo modo si aiuterebbero le compagnie a lucrare sulle disgrazie dei cittadini…

«Un meccanismo basato solo sulla volontarietà, e quindi su un basso grado di mutualità, lascia scoperte proprio le fasce di popolazione economicamente più deboli ed esposte al rischio. Dal momento che i costi della ricostruzione non possono più gravare sulla collettività, com’è avvenuto in passato con l’imposizione di accise e oneri fiscali, l’industria assicurativa può essere fondamentale in questo senso».

In Italia le polizze sulle abitazioni hanno una diffusione molto bassa…

«L’introduzione di un meccanismo semiobbligatorio dovrebbe prevedere anche una qualche agevolazione fiscale a favore dell’assicurato, in modo da favorire il più possibile la diffusione della copertura incendio di base. Oltre il 40% delle abitazioni civili sono già assicurate contro questo rischio: la semiobbligatorietà potrebbe costituire un primo, fondamentale passo per la diffusione della copertura anticatastrofe, com’è già avvenuto in altri mercati più maturi come quello francese».

Il consumatore quali vantaggi avrebbe dalla semiobbligatorietà?

«Assicurare rischi che potrebbero seriamente mettere a repentaglio il suo patrimonio, con la garanzia di venir risarcito senza dipendere dalle disponibilità finanziarie dello Stato, dalle sue decisioni e dai suoi tempi. Talvolta, infatti, per l’erogazione degli indennizzi o la ricostruzione delle abitazioni, i tempi stessi sono stati incompatibili con le esigenze di una comunità moderna».

In alcune zone a particolare rischio la polizza potrebbe arrivare a costi insostenibili?

«E’ proprio questo il pericolo, se non s’introducono meccanismi perlomeno semi obbligatori. In assenza di queste previsioni sarebbe più complesso evitare l’antiselezione dei rischi e praticare un sostenibile livello di mutualità: le zone più esposte sarebbero soggette al pagamento di premi tecnicamente corretti, ma molto costosi. La volontarietà non garantisce al più vasto numero possibile di famiglie un’adeguata copertura di fronte a questi rischi, e la finanza pubblica è sempre meno in grado di far fronte efficacemente alle catastrofi».

Come funziona la gestione di questo rischio negli altri maggiori paesi europei?

«Esistono diverse soluzioni. In Francia e Spagna l’assicurazione è semiobbligatoria e lo Stato svolge il ruolo di assicuratore di ultima istanza. In Gran Bretagna e Germania, invece, lo Stato non ha un ruolo di questa portata: in entrambi i paesi, però, le famiglie hanno una propensione verso i prodotti assicurativi molto più elevata che in Italia. Trovano adeguate coperture a prezzi sostenibili grazie alla loro diffusione, riducendo il rischio di antiselezione fino a quasi eliminarlo».

Dal 21 dicembre i costi delle polizze non potranno più essere differenziati in base al sesso: come cambieranno le tariffe rc auto del gruppo Generali?

«Le donne hanno una frequenza sinistri inferiore a quella degli uomini nelle età giovanili, la raggiungono in quelle intermedie e la superano in quella più avanzata. La precedente tariffa prevedeva premi diversificati fino a ventisette anni, a sfavore degli uomini; la nuova unisex, invece, fa una media dei premi diversificati per sesso e ponderati con i rischi effettivamente presenti in portafoglio. A partire dai ventotto anni, quindi, non vi sarà alcun impatto a carico delle assicurate».

www.iomiassicuro.it

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