Dopo avere acquisito la maggioranza della holding Premafin e avere rinnovato gli organi di governo di Fondiaria-Sai, Unipol prende definitivamente la guida della compagnia in cui verranno fuse Unipol assicurazioni, Premafin e Milano assicurazioni
: da ieri Carlo Cimbri è il nuovo amministratore delegato di FonSai. Il consiglio della ex compagnia dei Ligresti, riunito ieri sotto la presidenza di Fabio Cerchiai, ha infatti nominato il Ceo di Unipol alla guida della società e Pierluigi Stefanini alla vicepresidenza. La nuova governance di Fondiaria-Sai è completata da un comitato esecutivo, di cui oltre a Cimbri e Stefanini, fanno parte Cerchiai, Guido Galardi e Marco Minella. Mentre, in vista della complessa integrazione fra FonSai e Unipol, il consiglio ha nominato quali componenti del comitato di amministratori indipendenti, Angelo Busani, Barbara Tadolini e Giampaolo Galli, tutti qualificatisi indipendenti e non correlati. In seno al board di Fondiaria-Sai sono stati quindi creati gli altri comitati: quello per il controllo e i rischi, di cui fanno parte Nicla Picchi, Ethel Frasinetti e Barbara Tadolini, quello per le remunerazioni, composto da Giampaolo Galli, Angelo Busani e Ernesto Dalle Rive, e il comitato nomine e corporate governance, composto da Maria Lillà Montagnani, Nicla Picchi e Marco Pedroni. Il nuovo consiglio di FonSai, nominato settimana scorsa dall’assemblea dei soci ed espressione del nuovo azionista di controllo Unipol, avrà il compito di portare avanti il piano di fusione che darà vita al leader italiano dei rami danni e, in vista di questa integrazione, resterà in carica solo fino all’approvazione del prossimo bilancio. Intanto a Piazza Affari i titoli di Unipol (-1,63%) e Fondiaria-Sai (-0,95%) sono tornati sui minimi, in parte sotto l’effetto della speculazione al ribasso. Ieri dalle comunicazioni Consob si è appreso che il fondo Oxford Asset Management ha venduto allo scoperto lo 0,58% del capitale di Unipol, con il risultato che la compagnia delle Coop vale a Piazza Affari 1.090 milioni, persino meno di quanto è entrato in cassa con l’aumento di capitale appena completato.
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