Tra le pieghe del piano di concordato fallimentare figurano anche gli accordi transattivi con Fondiaria Sai, come è noto ex parte correlata del gruppo Sinergia-Imco, relativamente ai contratti di vendita di cosa futura
. In quest’ottica, erano già stati individuati gli immobili da destinare alla compagnia assicurativa. In particolare, al gruppo sarebbero stati trasferiti un palazzo a Roma, sito in Via Fiorentini, del valore a perizia di 15 milioni, quindi un altro immobile nel quartiere milanese dell’Isola, probabilmente via Confalonieri, e infine un ultimo immobile a San Pancrazio, vicino Parma del valore a perizia di 1,65 milioni. Quest’ultimo, quasi sicuramente, è il famoso albergo con spa annessa che i Ligresti volevano realizzare lungo la via Emilia. In tutto, dunque, a FonSai verrebbero destinati tre pezzi, che stando alle ultime valutazioni, avrebbero un valore complessivo attorno ai 17 milioni. Una cifra rotonda ma ben distante dal computo dei denari che la compagnia ha impegnato negli anni “negli scambi” con le holding dei Ligresti. Basti pensare che, per quei tre immobili, dalle casse di FonSai e della Milano sono usciti qualcosa come 140 milioni di euro. È inutile dire che la differenza salta all’occhio. Al fondo immobiliare, invece, verrebbero girati complessivamente immobili per un controvalore di 306 milioni. Nel dettaglio, si tratterebbe del Cerba (182 milioni), delle aree di Vaiano Valle-Lago Verde, sempre connesse al Cerba (2,6 milioni), del progetto Ieo (18,9 milioni), della Tenuta Cesarina di Roma (79,7 milioni) della Cascina Pedriano a San Giuliano (7,2 milioni) del centro sportivo di via Pinerolo a Milano (6 milioni) e infine della Cascina Macconago, sempre a Milano (9,7 milioni).
Fonte