Per le assicurazioni un anno in più ai medici

Paolo Del Bufalo

 

Per stipulare le polizze delle assicurazioni obbligatorie stabilite dalla manovra estiva 2011 i professionisti della sanità avranno più tempo del 13 agosto 2012: un anno dopo la riforma delle professioni e comunque non oltre l’entrata in vigore di una disciplina specifica sulla responsabilità civile e le condizioni assicurative del settore.

E la libera professione intramoenia dei medici del servizio sanitario pubblico potrà essere svolta negli studi professionali ancora fino al 31 dicembre di quest’anno e non finirà, come previsto, il 31 ottobre. A fissare le nuove scadenze è il testo modificato del decreto legge 89/2012 di proroga di termini in materia sanitaria, approvato mercoledì dall’aula della Camera, passato ora al Senato. Per quanto riguarda le assicurazioni lo slittamento dell’obbligo di stipulare le polizze «a tutela del cliente» da parte del professionista fissato dalla legge 148/2012, riguarda solo il servizio sanitario. E il termine è fissato a un anno dalla riforma delle professioni e comunque non oltre l’entrata in vigore di una normativa specifica sulla rsponsabilità civile e le condizioni assicurative per gli «esercenti le professioni sanitarie», in particolare quelli convenzionati (medici di medicina generale, specialisti e privati) costretti spesso a spendere cifre da capogiro per le polizze, comunque soggette senza appello alla possibilità di revoca da parte delle assicurazioni. E su questo aspetto si concentra un decreto già messo a punto dal ministro della Salute Renato Balduzzi che prevede meccanismi per garantire contratti il più possibile calmierati, un fondo nazionale per garantire le polizze e certezza sulla loro stabilità senza la possibilità di disdette lampo. Questo anche per superare la cosiddetta “medicina difensiva”, quando cioè il medico evita interventi “pericolosi” per non incorrere in denunce, che oggi costa al Ssn fino a 10 miliardi di troppo. Lo stesso decreto prevede anche una riforma organica dell’intramoenia “allargata” dei medici, quella cioè che si svolge anche negli studi professionali. Il milleproroghe 2012 ne aveva fissato la scomparsa definitiva al 30 giugno scorso, rinviata dal decreto legge al 31 ottobre e ora, grazie agli emendamenti approvati, al 31 dicembre 2012. La riforma in cantiere – sollecitata dai deputati nel dibattito in aula di mercoledì e promessa dal ministro Balduzzi entro l’estate – prevede che Asl e ospedali debbano decidere se acquistare o affittare nuovi spazi, o se convenzionarsi con altri soggetti pubblici. La possibilità di lavorare negli studi sarà solo in via sperimentale e «residuale», con un collegamento «in rete» che renda tracciabili attività e pagamenti e una convenzione tra il medico e la sua azienda. A patto però che negli studi ci siano solo medici in esclusiva o convenzionati col Ssn.

 

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