Ricorso delle compagnie al Tar sulla riduzione dei premi se non ci sono sinistri, uno dei punti forti delle liberalizzazioni DI ROBERTO E. BAGNOLI
Uno sconto automatico, al rinnovo della polizza, per gli automobilisti virtuosi. Le compagnie, però, danno battaglia contro questa regola, disposta dall’Isvap. Sull’altro piatto della bilancia bisogna mettere il rincaro dei premi Rc auto e dei tributi locali. E il 12 giugno scorso sono scattati i nuovi massimali di legge (vedi a fianco) che porteranno anch’essi a tariffe più salate. E’ sempre caldo, insomma, il fronte dell’Rc auto.
La polemica
L’Istituto di vigilanza sul settore assicurativo ha chiarito l’applicazione delle norme del decreto sulle liberalizzazioni. All’assicurato che non ha provocato sinistri, al successivo rinnovo dev’essere applicata una riduzione automatica del premio: la norma è già in vigore. «In questo modo viene reso effettivo lo sconto previsto dal bonus malus per l’assicurato virtuoso — spiega Elena Bellizzi, responsabile del servizio tutela del consumatore dell’Isvap —. La disposizione viene applicata secondo un meccanismo biennale di scorrimento: la riduzione percentuale dev’essere indicata oggi nel contratto, in modo che l’anno prossimo l’assicurato possa verificarne l’applicazione. Nel 2014, invece, il premio potrà variare». Un esempio per tutti, relativo a un automobilista, in terza classe di merito, con una polizza che scade oggi e per la quale deve pagare un premio di cinquecento euro. La compagnia deve comunicargli la riduzione percentuale, per esempio il 5%, cui avrà diritto al rinnovo del 2 luglio 2013. Se non ha provocato incidenti, l’anno prossimo passerà in seconda classe e pagherà un premio di 475 euro. Al momento del rinnovo, l’anno prossimo la società dovrà comunicargli con almeno trenta giorni di anticipo la nuova tariffa che scatterà il primo luglio 2014. Al primo luglio 2014 conoscerà la riduzione automatica cui avrà diritto al rinnovo dell’anno successivo, sempre che nel frattempo non abbia provocato incidenti. Le compagnie hanno promosso un ricorso al Tar contro il meccanismo. «La riduzione dovuta al bonus si applica alla tariffa in vigore al momento del rinnovo — sottolinea Vittorio Verdone, direttore auto, distribuzione e consumatori dell’Ania — interpretazioni diverse fanno saltare il principio di mutualità, con effetti penalizzanti per gli stessi assicurati». «Abbiamo già ricevuto reclami sull’osservanza di queste disposizioni e stiamo intervenendo sulle imprese — dice Bellizzi — gli assicurati possono segnalare i comportamenti al contact center consumatori dell’Isvap, al numero verde 800486661».
Infortuni
Sono già scattate anche le nuove regole in materia di microlesioni (a cominciare dal colpo di frusta), considerate fondamentali dalle compagnie per contenere il costo dei risarcimenti. Secondo l’Isvap, quelle che comportano un’invalidità permanente devono essere valutate dal medico legale attraverso un accertamento strumentale (per esempio raggi o risonanza magnetica); per l’inabilità temporanea è sufficiente l’accertamento visivo da parte del sanitario.
«È necessario un atteggiamento severo contro gli atteggiamenti speculativi — sostiene Verdone dell’Ania —. Le lesioni inferiori al 2% incidono per 1,7 miliardi di euro su un totale dei risarcimenti di 14,5 miliardi: se si riuscisse a eliminare quelle non provate oggettivamente, si potranno ottenere significative riduzioni dei premi». Nelle prossime settimane l’Isvap porrà in pubblica consultazione i regolamenti attuativi di altre due misure: la prima è quella sulle polizze basate sulla scatola nera, un dispositivo telematico che rileva il comportamento alla guida. Anche su questo punto l’Ania darà battaglia: per l’Isvap dovranno essere offerte da tutte le compagnie e prevedere significative riduzioni della tariffa. Secondo l’Ania, invece, le imprese sono libere sia di lanciarle, sia di stabilire gli sconti. Entro il 25 luglio, invece, sarà presentata la bozza del provvedimento sui tre preventivi che gli intermediari dovranno consegnare obbligatoriamente ai clienti.
Settore caldo
Il fronte dell’Rc auto, quindi, è sempre caldo. «Nel 2012 le tariffe registreranno un aumento medio del 6%, portando al 104% quello a partire dal 2001 — denuncia Francesco Avallone, vice-presidente di Federconsumatori —. Sulle strade circolano tre milioni di veicoli non assicurati e in alcune aree, soprattutto al Sud, le compagnie mandano disdette su larga scala anche a chi non ha provocato incidenti».
Tasse provinciali
Decisamente più contenuti sono i dati di Cruscotto, il sistema di monitoraggio delle tariffe realizzato da Iama Consulting. «I listini sono aumentati del 2,4% da giugno 2011 e dello 0,7% dal marzo scorso — dice Alina Fantozzi, partner di Iama Consulting —. Ai rincari contribuiscono anche le province, che dal 2010 possono variare entro il 3,5% la tassa del 12,5% sul premio Rc auto, portandola sino al 16%». «La maggiorazione viene applicata da sessantotto province — spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil con delega su federalismo fiscale e mercato del lavoro —. Trentaquattro hanno aumentato la tassa nei primi mesi del 2012, di cui sette capoluoghi di regione. L’imposta si attesta al 16% a Bologna, Milano, Torino, Bari, Napoli e Palermo, mentre l’aliquota media è passata dal 12,5% del 2010 al 15,1% del 2012. Con 1,8 miliardi, la tassa sull’Rc auto rappresenta oltre il 40% del gettito delle province».
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