L’Isvap scrive a FonSai: valutare le responsabilità

Carlo Festa

Mentre accelerano le trattative tra banche per definire tempi e modalità dell’iniezione necessaria per la nascita della “Grande Unipol”, il fronte regolatorio si fa più complesso.

L’Isvap avrebbe infatti inviato una lettera ai vertici di Fonsai, in cui chiede che venga avviata un’azione immediata per contrastare le irregolarità evidenziate nella gestione Ligresti: pena il commissariamento della compagnia. Un processo che dovrà essere valutato dagli organi competenti ma che, non è da escludere, potrebbe porre le basi per un’azione di responsabilità nei confronti dei Ligresti.

 

Il fronte regolatorio

L’Isvap ha già inviato all’Antitrust il parere sulle condizioni poste per dare il via libera all’integrazione tra Unipol e Fonsai, giudizio che sarebbe sostanzialmente positivo. Ma l’ultima lettera inviata, con la possibile azione di responsabilità richiesta verso i Ligresti, autori di diverse operazioni sotto l’esame della Procura, diventa un ostacolo in più da superare nei prossimi giorni. Di pari passo stanno lavorando le altre Authority. L’Antitrust ha vincolato il matrimonio tra i due gruppi alla cessione di un portafoglio di premi e marchi per 1,5 miliardi, mentre Mediobanca si è impegnata a cedere le quote azionarie del nuovo polo assicurativo. Non c’è invece ancora certezza sui tempi del giudizio definitivo della Consob sull’obbligo di Opa “a cascata” da parte di Unipol su Milano Assicurazione. La commissione dovrà anche pronunciarsi su uno dei nodi principali da sciogliere: la manleva, cui i Ligresti non intendono rinunciare benché a questa condizione la Consob ha vincolato l’esenzione per l’Opa su Premafin. Quest’ultimo tema resta molto delicato. Tanto che gli investitori Sator e Palladio, che hanno presentato un’offerta alternativa a quella di Unipol, starebbero lavorando con i loro legali per dimostrare il venir meno delle condizioni del contratto tra Premafin e Unipol (che coinvolge anche FonSai) che quindi per i due fondi sarebbe da ritenersi risolto.

Il lavoro dei Pm

Il fronte giudiziario resta molto caldo. La Procura di Milano ha aperto un nuovo capitolo investigativo il giorno dopo la dichiarazione di fallimento deciso dal tribunale per Sinergia e Imco, le due holding della famiglia Ligresti. Gli inquirenti analizzeranno tutte le operazioni portate avanti, in questi anni, dalle due holding per accertare quanti soldi, e in che modo, siano usciti dalle casse delle società. Non è stato aperto, al momento, un fascicolo autonomo per bancarotta, ma il Pm Luigi Orsi potrebbe indagare nell’ambito della richiesta di fallimento. Da piazzetta Cuccia è passato ieri in mattinata anche Salvatore Ligresti. Mentre le banche e Cimbri discutevano di aumenti, il presidente onorario di Fondiaria-Sai avrebbe avuto un incontro separato con i vertici di Mediobanca, all’indomani della dichiarazione di fallimento di Sinergia e Imco, le due casseforti che hanno il 20% della holding Premafin in portafoglio. Per Fonsai l’effetto dei fallimenti potrebbe essere pesante dal punto di vista economico. Ci sono infatti 264,2 milioni di partite a rischio per il gruppo assicurativo, 210 milioni al netto di svalutazioni già effettuate per 54,2 milioni, che potrebbero tradursi in ulteriori perdite.

Gli aumenti di capitale

Le banche dei consorzi di garanzia degli aumenti di Unipol e Fonsai (dal cui Cda si è dimesso ieri il consigliere Andrea Broggini) si sono riunite nella giornata in Mediobanca per fare il punto sulle ricapitalizzazioni da complessivi 2,2 miliardi di euro che serviranno per sostenere la nuova realtà assicurativa. Alle riunioni hanno partecipato anche Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, e Gian Luca Santi, capo della pianificazione strategica del gruppo bolognese. Presenti esponenti delle otto banche che partecipano al consorzio di garanzia: cioè Barclays Capital, Credit Suisse, Deutsche Bank, Mediobanca, Morgan Stanley, Nomura, Ubs e UniCredit. L’obiettivo sarebbe quello di far partire l’operazione entro agosto, se la situazione dei mercati lo permetterà.

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