Intermediazione abusiva, una piaga da debellare

Sarà questo il tema centrale del meeting di Ulias sezione E, come spiega il presidente dell’associazione, Sebastiano Spada. Nato tre anni fa su iniziativa di una decina di intermediari siciliani, il sindacato punta a diventare un punto di riferimento per la categoria, facendo leva sul valore della formazione e dell’informazione.

Irrobustire le competenze dei subagenti. Renderli maggiormente consapevoli della propria figura professionale, e difendere i propri diritti. Con questi obiettivi, tre anni orsono, un manipolo di intermediari iscritti alla sezione E del Rui dell’area catanese hanno voluto dare vita a un’associazione che difendesse gli interessi della categoria e che portasse avanti un’opera di informazione su tutte le tematiche di interesse per la professionalità dei colleghi. Così è nata l’Unione liberi intermediari di assicurazione per il Sud (Ulias) sezione E. L’associazione in questi tre anni è cresciuta fino a toccare la quota attuale di 1000 iscritti, non circoscritti al solo sud d’Italia: adesioni (e sezioni) sono presenti nel centro Italia (Abruzzo, Lazio e Marche), con contatti fino al nord (Emilia Romagna, Toscana e Liguria). Il prossimo 20 settembre il sindacato terrà a Taormina il suo secondo appuntamento nazionale. A fare gli onori di casa sarà il presidente nazionale Sebastiano Spada, tra i fondatori dell’associazione.

Cosa vi ha spinto a costituirvi in associazione?

Ulias nasce per iniziativa di un gruppo di subagenti di Catania che ha voluto dare una risposta alle nuove necessità degli intermediari iscritti alla sezione E. La figura del subagente, negli ultimi anni, è molto cambiata: il rischio è che diventi la figura di un qualcuno che ha tanti doveri e pochi diritti. Anche se siamo nati con una vocazione prevalentemente territoriale, l’associazione è ora ben radicata anche nel centro Italia, dove possiamo contare su una sezione a Roma e altre nel Lazio, così come in Abruzzo e nelle Marche.

Che tipo di servizi offrite agli iscritti?Leggi tutto…

L’associazione offre vari servizi, a partire da quelli di patronato, che vengono garantiti agli associati in forma gratuita. È inoltre attivo un servizio di consulenza legale: abbiamo un team di avvocati, di periti e di commercialisti con una ventennale esperienza nel settore. I nostri legali stanno dando aiuto e supporto ai nostri associati laddove ci siano state delle commissioni disciplinari Ivass. Il subagente tempo fa non aveva alcun obbligo, ma oggi, essendo iscritto in un elenco, è soggetto a sanzione da parte di Ivass. Oltre al supporto legale, stiamo puntando molto sul fare informazione presso i nostri iscritti relativamente all’evoluzione che la figura del subagente ha avuto nel corso degli anni. L’informazione è uno dei nostri pilastri, perché negli anni agli intermediari iscritti in sezione E è mancata proprio un’adeguata azione in questo senso.

Inoltre organizziamo corsi di formazione, perché gli iscritti alla sezione E sono di fatto dei professionisti e devono essere in grado di proporsi come tali. Abbiamo tenuto diversi incontri nelle varie province e nelle varie regioni per sensibilizzare i colleghi anche da questo punto di vista.

Quale sarà il tema centrale del vostro meeting di Taormina?

Quello di quest’anno è il nostro secondo meeting nazionale, e ruoterà intorno a un preoccupante fenomeno che purtroppo sta emergendo in modo rilevante: l’intermediazione abusiva. Esistono infatti molti nostri concorrenti che intermediano polizze e percepiscono commissioni senza essere iscritti al Rui, né alla camera di commercio; a volte senza avere nemmeno la partita Iva. Come associazione stiamo monitorando da tempo il fenomeno, e ci siamo accorti che è in forte crescita, con grave danno non solo per gli intermediari, ma soprattutto per il consumatore. Ne stiamo parlando anche con gli altri sindacati degli intermediari assicurativi, e in particolare con Sna, Unapass e Acb broker, perché il fenomeno va combattuto tutti insieme, in quanto sta provocando danni a tutti. Il meeting ci offre l’opportunità di accendere i fari su una piaga che si è insinuata nell’intermediazione legale, denunciandola all’opinione pubblica. Difficilmente l’utente va a verificare se chi gli sta intermediando la polizza è iscritto al Rui o meno. Ma se in maniera pubblica si richiama l’attenzione su questo fenomeno, i consumatori potranno essere sensibilizzati a prestare più attenzione.

Il fenomeno è distribuito in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, oppure ci sono regioni in cui questo è più evidente?

Devo dire la verità: sicuramente c’è una forte presenza nel centro e nel sud Italia. Tuttavia ci sono arrivate segnalazioni dai nostri colleghi dell’Emilia Romagna, della Toscana e della Liguria che mostrano come anche lì si riscontrano casi di questo genere, seppure in maniera ridotta e con alcune differenze. Il fenomeno, prima circoscritto ad alcune località, ora si sta allargando in maniera esponenziale: se prima ricevevamo una o due segnalazioni al mese, ora continuiamo a riceverne di continuo, in maniera allarmante.

Con quali armi si combatte l’intermediazione abusiva?

Innanzitutto andando avanti con la capillare azione di vigilanza dell’Ivass. Il meeting di quest’anno si propone di iniziare a studiare seriamente il fenomeno, che, ripeto, non è più circoscritto a una sola area del Paese. Per questo, dal giorno del meeting in poi, realizzeremo un Osservatorio permanente che raccolga le denunce che verranno dai vari intermediari. Uno studio approfondito è necessario, altrimenti rischiamo di parlare del nulla. È nostra intenzione confrontare i dati che raccoglieremo noi con quelli a disposizione delle altre associazioni di categoria, che come noi stanno monitorando il fenomeno.

Su cosa intende puntare l’associazione nel prossimo futuro?

Al primo posto ci sono la formazione e l’informazione. Oggi un professionista che non sia sufficientemente formato e informato non riesce più a stare sul mercato. Dunque proseguiremo con i nostri corsi di formazione, che hanno ottenuto un ottimo riscontro da parte dei colleghi. Inoltre andremo avanti con il dialogo intrapreso con le altre associazioni di intermediari assicurativi, puntando a costruire una nuova figura di subagente, sempre più professionalizzato. D’altronde, se sempre più subagenti si avvicinano a noi è perché rappresentiamo una novità, sia in quanto sindacato di subagenti, sia come punto di riferimento capace di fornire informazioni in modo immediato e corretto. Da tre anni il numero dei nostri iscritti è in continua crescita. La cosa ci inorgoglisce molto, e ci fa capire che siamo sulla strada giusta. Per questo stiamo progettando di ampliare il contesto della nostra associazione anche a colleghi che operano nelle regioni del nord, dal momento che le problematiche del subagente sono le stesse.

Fonte: Insurancetrade.it

Beniamino Musto

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