Un trentenne napoletano vuole comprare uno smartphone. Pensa di pagarlo a rate, ma gli spiegano che non è possibile perché risultano degli “insoluti” sulle rate di un altro finanziamento che
non risultano essere state saldate entro i termini. Qualcun altro aveva comprato una moto a suo nome e al suo nome era rimasto legato il debito non onorato con la finanziaria. In realtà
l’interessato non sapeva neanche di avere contratto un debito, perché il giovane partenopeo era una delle più di 24mila vittime di frodi creditizie rilevate da Crif nel solo 2012, con un incremento dell’+8,6% dei casi rilevati rispetto al 2011, e con un’incidenza sul credito erogato in aumento del +17%. Questa crescita che per certi versi risulta persino inferiore alle aspettative dipende però anche dalla riduzione complessiva dell’erogato, perché per quanto riguarda le somme coinvolte nelle truffe informatiche i livelli sono rimasti invariati da un anno all’altro (per i numeri della rilevazione di Crif si vedano le tabelle accanto). Non è un caso che si sia scelto l’esempio di un trentenne. Nel triste primato di chi subisce più truffe sono proprio i giovani a classificarsi nella schiera dei più colpiti. Se le vittime sono tante e in tutte le fasce di età, il maggior numero di frodi colpisce proprio coloro che a prima vista dovrebbero essere più accorti, i cosiddetti “nativi digitali”, a loro agio sulle vie del web come sulla strada di casa. E invece no. «Il fatto che il fenomeno colpisca i giovani – spiega Beatrice Rubini, direttore della linea MisterCredit di Crif – non sorprende affatto ed è da ricollegarsi proprio all’utilizzo non sempre sufficientemente attento e consapevole dei social network e dei device mobili. Anche questi ultimi strumenti, di uso sempre più comune, possono infatti essere attaccati per sottrarre dati personali, spesso sfruttando la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza delle App, oggi sempre più diffuse». Un altro esempio. Un agente assicurativo romano, quarantenne, viene chiamato dalla polizia perché è stata ritrovata la sua patente: ma lui la patente non l’ha mai perduta, è ben custodita nel suo portafogli. E allora scopre anche lui che a suo nome era stato chiesto un finanziamento piuttosto cospicuo per comprare un’auto di grossa cilindrata. Si dirà che il truffato non ha perso nulla, quindi nulla c’è da preoccuparsi. E invece no, perché spesso queste truffe – a differenza dei casi a cui si è fatto precedentemente cenno – il “sostituito” scopre di essere stato frodato quando si rivolge a un istituto di credito per ottenere un finanziamento e di essere segnalato come cattivo pagatore nei sistemi di informazioni creditizie, fatto che gli chiude le porte del credito. Proteggersi non è semplice e a volte anche tecnici del settore della vigilanza sulle frodi si trovano nelle liste dei truffati. Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di Crif afferma: «Il nostro presidio su molteplici settori del mercato ci consente di rilevare il continuo variare degli schemi di frode e dei canali attaccati. Tipicamente le frodi creditizie vengono realizzate utilizzando un set di documenti falsi, facilmente reperibile a basso costo in un mercato nero che sfrutta le reti della criminalità e i nuovi canali online, che oltre alla carta d’identità può includere anche la tessera sanitaria, una o più buste paga ed eventualmente un CUD o un Modello Unico». La frode viene pianificata e messa in atto a volte creando un conto corrente con movimentazioni plausibili per assestare poi il colpo ai danni del risparmiatore. Per questo l’avvertenza è quella di fare attenzione a operazioni ritenute più semplici come l’apertura di un conto corrente o un finanziamento con la cessione del quinto, operazioni che possono portare danni soprattutto ai pensionati che poi se ne accorgono solo quando il danno è ormai fatto. Dove vanno questi soldi? In acquisto soprattutto di auto e moto, con quasi 1/3 dei casi totali, e articoli di elettronica, informatica e telefonia (che esempio smartphone e tablet). E alla fine il povero frodato può dire amaramente alla Totò: e io pago!
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