Più furti di auto, uno ogni 5 minuti, e meno recuperi. Anche per questi motivi il 2012 è stato un brutto anno per gli automobilisti italiani che hanno visto un aumento
dei casi, oltre 115mila (+18% sul 2011), dopo un decennio di cali. Inoltre c’è anche stata una flessione dei recuperi, a quota 49.600 contro i 58.800 di due anni fa.
Nel carniere delle bande specializzate sono finite tantissime utilitarie con la Panda che conquista il podio, precedendo la Punto e la Uno. Nella top ten non mancano best seller come la Fiesta e la Golf. Nel segmento premium il brand più penalizzato è il Gruppo Mercedes con 4.668 auto sottratte (+6,2% sul 2011), che precede Bmw (4.839 vetture, +5%) e le quasi 3.700 (+4,5%) Audi sparite. I soliti ignoti hanno inoltre fatto sparire 532 Porsche, 205 Jaguar, 49 Maserati e 20 Ferrari.
A rivelarlo è il «Dossier sui furti d’auto 2012» elaborato da LoJack Italia, società specializzata nel rilevamento e recupero dei veicoli rubati, su dati del ministero dell’Interno.
Il vecchio “spadino” per aprire le serrature è rimpiazzato dal jammer, dispositivo che annulla il segnale del telecomando della chiusura centralizzata e quello degli antifurti satellitari. «È sempre più difficile recuperare i veicoli sprovvisti di sistemi che li localizzano – segnala Maurizio Iperti, a.d. di LoJack Italia -. Grazie alla nostra tecnologia in radio frequenza è stato possibile recuperare il 90% dei veicoli protetti con LoJack in un paio di giorni». Un investimento che si ripaga, come aggiunge Alberto Dominici, responsabile pianificazione e sviluppo auto di Tua Assicurazioni, compagnia che fa capo alla Società Cattolica di Assicurazioni. «Tra le sue caratteristiche c’è proprio la maggiore probabilità di ritrovare l’auto per cui il cliente pagherà per il rischio furto un prezzo inferiore». Tra i casi di successo del 2012, oltre all’arresto di Fabrizio Corona, il recupero di decine di supercar in depositi “difesi” da jammer oltre a city car e scooter.
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