Tempo scaduto per la nuova Isvap

di Anna Messia

Avrebbe dovuto traghettare l’Isvap verso la Banca d’Italia, realizzando rapidamente quella razionalizzazione delle authority di controllo di cui da anni si discute, ma che è stata sempre rinviata.

Invece, a sorpresa, il vice direttore generale di Via Nazionale, Anna Maria Tarantola, nei giorni scorsi è stata designata dal premier Mario Monti come nuovo presidente Rai. Così il vertice dell’istituto di controllo del settore assicurativo, dove l’attuale presidente Giancarlo Giannini a giorni arriverà a scadenza (e dopo dieci anni al comando non può più essere rinnovato) resta ancora senza un sostituto. Certo, il governo ha questioni più urgenti di cui occuparsi, a cominciare dalla necessità di reperire le risorse per far decollare il decreto Sviluppo (che secondo quanto anticipato da MF-Milano Finanza dovrebbe andare in Cdm venerdì), ma dovrà comunque affrontare il prima possibile anche il dossier sul nuovo presidente dell’Isvap. L’Istituto si trova a operare in un momento molto complicato, con lo spread sui Btp che continua a preoccupare le assicurazioni (che in titoli di Stato investono più di 200 miliardi) e soprattutto con la questione Fondiaria- Sai ancora aperta. Insomma, in questo periodo non si può rischiare di avere un istituto indebolito mentre, guardando al decreto di nomina presidenziale, Giannini arriverebbe a scadenza mercoledì 20. Qualche settimana in più a disposizione ci sarebbe se il termine della sua designazione (e quindi di scadenza) venisse fissato alla conclusione degli adempimenti formali che hanno portato Giannini al vertice. Così si arriverebbe a metà luglio, senza bisogno di ricorrere alla prorogatio di 45 giorni prevista dalla legge. In ogni caso il governo non può temporeggiare troppo perché la scelta del nuovo candidato richiede quasi un mese di adempimenti: la proposta di nomina deve arrivare dal ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, passare al vaglio del Cdm e poi ricevere il parere (non vincolante) della commissione Finanze della Camera e Industria del Senato. Infine c’è il decreto di nomina del Presidente della Repubblica. Al di là delle questioni formali il nodo da sciogliere resta però soprattutto sostanziale. Il fatto che la candidatura di Tarantola sia sfumata potrebbe lasciare intendere che il governo abbia accantonato l’ipotesi di far confluire buona parte delle funzioni Isvap sotto il cappello della Banca d’Italia. Ma nell’esecutivo c’è ancora chi non ha messo del tutto da parte l’idea di un riordino delle authority (Covip compresa), che potrebbe essere affidata sempre a un uomo della Banca d’Italia, il direttore generale Fabrizio Saccomanni. In alternativa non resta che nominare un nuovo presidente che assuma il comando dell’Istituto con pieni potere (senza chiudere del tutto alla riforma dell’istituto. Il nome che circola con più insistenza in questi giorni è quello di Giovanni Castellaneta, attuale presidente Sace. (riproduzione riservata)

 

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