Maserati, 50mila auto all’anno dal 2015

Il futuro di Maserati sarà sempre legato a Modena, dove manterrà gli impianti di progettazione e di commercializzazione dell’intera gamma di prodotto, anche se non potrà essere incrementata la produzione di auto per mancanza di spazi. Insomma: se il quartier generale dell’azienda con il management resteranno in Emilia, il gorsso della produzione andrà altrove.

Nella città emiliana, dunque, è stata confermata la produzione annuale di circa 6mila vetture, tra cui quella di un nuovo modello di Alfa Romeo (la C4) su cui il gruppo Fiat punta molto e che da solo toccherà al massimo le 2.500 unità annue a partire dal 2014. Questo permentterà di garantire gli attuali posti di lavoro senza ricorrere a tagli di personale.

I piani dell’azienda del Tridente sono stati presentati a sindacati e istituzioni locali, che hanno preso atto anche che l’obiettivo di produzione di 50mila unità l’anno potrà essere raggiunto solo ricorrendo allo stabilimento ex Bertone di Grugliasco, vicino a Torino, acquistato nel 2010 e per il quale il gruppo Fiat ha stanziato oltre 500 milioni di euro volti a riadattare la catena di montaggio alle esigenze del Lingotto. Qui sarà costruita la Quattroporte e i 2 nuovi modelli in fase di creazione, mentre il nuovo Suv nascerà nei siti Fiat-Chrysler negli Stati Uniti come annunciato in passato.

Tali target di vendita potranno però essere raggiunti nel 2015, grazie anche al fatto che le auto Maserati saranno commercializzate in 65 Paesi del mondo.

Ma il futuro di Maserati non piace alla Fiom Cgil, come si evince dal commento preoccupato da parte dell’ufficio modenese dell’organizzazione sindacale che, non avendo sottoscritto il contratto di lavoro del Gruppo Fiat, non ha partecipato in prima persona alla presentazione.

Ciò che preoccupa il sindacato è soprattutto la fine della produzione della Maserati Quattroporte nel plant cittadino prima dell’inizio dell’estate, nonostante in passato il comune avesse cercato una soluzione alternativa (donando all’azienda un’area attigua) volta a mantenere in loco la catena di montaggio. La nuova Alfa C4, invece, sarà assemblata qui non prima della metà del 2013, lasciando quindi un “vuoto produttivo” di circa 12 mesi.

Intanto per i cambiamenti sulle linee di produzione è previsto il ricorso alla cassa integrazione per ristrutturazione.

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