Fonsai, il cda scarica i Ligresti pronta l’azione di responsabilità

VITTORIA PULEDDA

MILANO

— Fonsai si aggiorna a martedì prossimo per le decisioni finali.

Ma la strada sembra tracciata: il 26 giugno infatti la compagnia delibererà sulle gravi irregolarità sulle operazioni con parti correlate, su compensi e sponsorizzazioni fuori da ogni logica alla famiglia Ligresti (e non solo) e probabilmente quantificherà i danni subiti e promuoverà le misure adeguate. Il che si potrebbe tradurre in azione di responsabilità (convocando un’assemblea per il voto, sempre che l’azione medesima non sia promossa autonomamente dal collegio sindacale) ma potrebbero anche scattare azioni risarcitorie verso i Ligresti stessi.

 

Ma non basta, ieri il consiglio molto combattuto, racconta chi è vicino ai lavori – ha deciso di rivedere le regole di corporate governance (già molto riscritte, dalla seconda metà del 2011), nel segno di una forte discontinuità con il passato, e di integrare il consiglio con figure di alto standing: due consiglieri infatti si sono dimessi e un terzo, Jonella, è pericolante per via dell’interpretazione delle autorità sui doppi incarichi. In questo caso, non è scontato che dopo le dimissioni ci sia il reintegro da parte del consiglio. La riscrittura delle norme era già stata avanzata nel cda precedente da Emanuele Erbetta e Piergiorgio Peluso (ieri indicato nella lista per il cda Milano) e formalmente è stata richiesta, ieri, da una serie di consiglieri:

il Comitato nomine è stato così incaricato dell’opera insieme ad Angelo Casò e a Francesco Carbonetti. Infine, il cda ha confermato all’unanimità l’indipendenza di Roberto Cappelli, nonostante anche ieri il Collegio sindacale abbia sollevato dubbi; il professionista ha deciso comunque di dimettersi dal Comitato per le parti correlate. Intanto, incalzano le scadenze istituzionali. Sono attesi per oggi i verdetti di Antitrust (e forse dell’Isvap, al massimo entro un paio di

giorni) sul dossier Unipol-Fonsai mentre con ogni probabilità bisognerà aspettare i primi giorni della settimana prossima. Per quanto riguarda invece il fallimento di Sinergia-Imco, Premafin ha comunicato che ad una prima ricognizione l’unico rapporto significativo con le due holding fallite è quello delle manleve rilasciate da Imco.

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