Mandati di collaborazione per sub agenti FUFFA o DIRITTI ?

Mandati di collaborazione per sub agenti FUFFA o DIRITTI ?

di Rossella Ametrano

Mandati di collaborazione tra agenti e sub agenti, meglio non definirli accordi fiduciari, ma scritture private con validità legale.

Quando si firma un Mandato di collaborazione tra agente e sub agente, si segna l’inizio di un rapporto di lavoro liberale, ma non libero da cavilli a cui si ci può appigliare nei casi in cui qualcosa non vada come deve andare.

Facciamo un pò di chiarezza cercando di sfatare dei falsi miti, che le leggende metropolitane ci narrano, soprattutto in merito all’ accezione fiduciaria di un mandato, che poi di fiduciario ha ben poco.

Il contratto di collaborazione è infatti una scrittura privata tra le parti e come tale può contenere delle clausole vessatorie,  che in alcuni casi sono generate in maniera inconsapevole da refusi di un copia e incolla di altri mandati ed in altri casi invece sono clausole inserite semplicemente con leggerezza.

Il mandato di collaborazione non serve infatti per essere iscritti al RUI, ma occorre solo per stabilire delle regole da seguire, per una collaborazione corretta e serena tra le parti, dettate nella maggior parte dei casi dagli agenti e sottoscritte dai subagenti.

Di solito lo schema tipico di tali mandati prevede una prima parte in cui vengono elencati le regole base e i doveri, suddivisi per articoli, che il collaboratore deve osservare per una buona conduzione dell’attività, ed una seconda parte dove bisognerebbe appuntare i DIRITTI, suddivisi per punti, che il collaboratore ha da questo rapporto.

Ridimensioniamo poi anche l’idea utopica che possa esistere “un modello standardizzato di mandato di collaborazione tra agente e sub agente”, che vada a garantire a pieno le parti che lo sottoscrivono.

Se consideriamo il fatto che negli anni abbiamo visionato migliaia di mandati, tutti diversi tra loro, (da quello più semplice e concentrato in una paginetta, a quello più esteso di cinquantadue pagine), è chiaro che con un ventaglio cosi ampio di modelli lo smarrimento della categoria è sempre più diffuso.

Pertanto ULIAS, nella sua missione di rappresentanza e supporto della categoria, ha pensato di dare l’opportunità agli intermediari di sez. E, anche non aderenti, di fare un’auto diagnosi del proprio mandato, per valutarne il grado di tutela,  rispondendo alle domande dell’allegato link.

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ULIAS analizzerà le tue risposte e a stretto giro di posta ti invieremo la valutazione con la seguente scala: eccellente: 10, ottimo: 9, buono: 8, discreto: 7, sufficiente: 6, mediocre: 5, scarso: 4, gravemente insufficiente: 1-3

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